| Voglia e mentalità... |
|
|
|
| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Attilio Scuderi | |||
| Domenica 29 Agosto 2010 22:35 | |||
|
Ripetiamo dunque il concetto: “Numeri e considerazioni tattiche giuste, sacrosante e importanti per crescere, senza dimenticare la caratteristica fondamentale, Il coraggio. Coraggio come secondo passo dopo la riflessione: riunire ogni energia residua, pensare a quando siamo stati in gamba,a quando siamo stati forti, eccellenti, a quando nel nostro passato abbiamo trovato dentro di noi la spinta per "fargliela vedere". Il coraggio vuol dire anche non essere schiavi dei ricordi, di tutto ciò che è dietro di noi, del nostro passato che per forza non può tornare mai più, che non è vivo, che non esiste, che non produce, che non può farci felici.
Il cambiamento deve dare fiducia, senza paure di nessun tipo, perché sono i passi della guarigione, dell’efficacia della cura, della ferita che si rimargina, del miracolo possibile…più che possibile….” Bene da ciò possiamo partire per giudicare la gara di ieri sera contro il Chievo. I clivensi forse hanno creduto maggiormente nella vittoria contro un Catania fin troppo passivo nella seconda parte di gara. Un palleggio nella ripresa che ha portato a poco, con assenza di verticalizzazioni per la fase offensiva e il solo Ricchiuti propenso a spingere ma mai accompagnato ne dai movimenti di Mascara e Lopez, ne dai centrocampisti cosiddetti assaltatori come Ledesma ed Izco. Coraggio e voglia forse non inculcata a dovere da Giampaolo e anche l’atteggiamento tattico passivo ha portato i giocatori a sedersi su tutto questo.
Il cambiamento dal 4-4-2 al 4-3-1-2 come abbiamo espresso sopra doveva dare fiducia, per materializzare qualcosa di nuovo ed importante per partire nel migliore dei modi dando concretezza al lavoro espresso durante la settimana. Giampaolo è veramente convinto di questo cambio tattico? O la sua scelta di passare a tale modulo è dettata solo dall’esigenza di non forzare la mano? Il primo tempo ha consegnato risposte positive, a parte l’errore di sufficienza consegnato dal duo Silvestre-Terlizzi: scellerato Silvestre nel tentare il rinvio quando la luce del rinvio era chiusa dal pressing avversario, ma abbandonato da un Terlizzi per i fatti suoi che non dava supporto al compagno in difficoltà e rimaneva anche imbambolato dalla finta stile bradipo di Moscardelli. Senza dimenticare poi la scellerata spinta di Alvarez su Pellissier: dubbi sulla posizione di
Come dicevamo per 45 minuti il 4-3-1-2 non è andato male…anzi: la reazione dopo la rete clivense è stata importante e le sortite offensive di Ricchiuti li in mezzo hanno spezzato spesso in due la mediana del Chievo. Ricchiuti non ha mai dato punti di riferimento svariando per tutto il fronte d’attacco limitando sia Rigoni in fase di copertura, sia a turno, Luciano e Marcolini preoccupati a raddoppiare quando Adrian, spesso, si allargava sull’out di sinistra o di destra. La rete del pareggio è stata l’abc della fase offensiva di tale modulo, schema preparato in allenamento sotto i suggerimenti di Giampaolo. Il raddoppio poteva anche starci, ma tutto ciò è durato solamente un tempo. Lopez ha toccato pochi palloni rispetto a ciò che dovrebbe fare con tale modulo, la sua fisicità, poi, sicuramente non lo aiuta rispetto ad un 4-3-3 che lavora solo per
Altro neo la poca propensione della mediana preoccupata solo a mantenere la fase di non possesso e poco sfacciata ad offendere o aggredire gli spazi. Carboni non è un regista e la mancanza di uno come Biagianti si è sentita parecchio: solo diga e copertura su Bentivoglio da parte di Carboni e manovra etnea spesso affidata i al lancio lungo o lo scarico verso Ricchiuti costretto però ad operare da troppo lontano sfiancandosi
Considerazioni, analisi più o meno giuste o interpretazioni sul modulo che possono aprire qualsiasi dissertazione sul tema….ma forse il concetto primario e quello determinante che il Catania deve avere, soprattutto oggi, è proprio quel Coraggio e quella voglia di vincere espressa nella passata stagione. Quid fondamentale che ha permesso ai rossazzurri di ruggire da assoluti protagonisti nel Girone di ritorno e che nella stagione attuale deve consegnare l’ennesimo miracolo chiamato salvezza. Solo dopo aver raggiunto i famosi 40 punti e solo allora si potrà anche cominciare a sognare qualcosa di diverso…
|
|||
| Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Agosto 2010 16:09 |





Non è facile analizzare la gara dei rossazzurri ma sicuramente ciò che è mancato soprattutto nel secondo tempo è ciò che avevamo citato nell’analisi tattica pubblicata qualche settimana fa a titolo “Cambiamento…giovamento?”: la Mentalità unita al Coraggio (rigorosamente con le iniziali maiuscole).