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Lodi: “Sarà un anno pieno di responsabilità. Montella? Giovane, preparato e motivato” PDF Stampa E-mail
News - Rassegna Stampa
Scritto da Stefano Auteri   
Giovedì 14 Luglio 2011 01:04

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“Non ci hanno visto bene… Scherzi a parte, è stata una grande soddisfazione vincere questo premio per un gol dal grandissimo valore sia per me che per il resto della squadra”. E’ con questa battuta sul premio ricevuto per il gol più bello della stagione 2010/2011 (la punizione al 90° contro la Juventus) che un Francesco Lodi abbronzato e sorridente si è presentato ai microfoni della conferenza stampa del ritiro di Torre del Grifo.

 

“L’anno scorso al mio arrivo mi sentivo più libero mentalmente, più tranquillo. Era la mia occasione e l’ho sfruttata bene. Catania è una piazza dove ho sempre voluto giocare sin dai tempi dell’Udinese, quando rimasi impressionato dal calore del pubblico etneo. Adesso sono contentissimo di essere ancora qui, ci eravamo dati la parola alla fine della scorsa annata e non c’è stato alcun problema, ma la prossima stagione avrò molte più responsabilità. Il Catania mi ha permesso di tornare nella massima serie dalla porta principale, e adesso mi auguro che questo sia l’anno della mia consacrazione”.

 

“Quota 50 punti? E’ sicuramente uno stimolo. La passata stagione abbiamo fatto 46 punti nonostante tutte le difficoltà in trasferta; quest’anno dobbiamo cercare di conquistare il più presto possibile la salvezza e poi giocare ogni partita come una finale. Attorno alla squadra c’è grande entusiasmo, siamo giovani e motivati. A livello personale spero di migliorarmi, ma penso che tutti abbiamo voglia di emergere e sarà fondamentale fare bene sia in casa che fuori”.

 

“Montella è un allenatore giovane, preparato e motivato. Ci sta dando consigli importanti vista la sua grande esperienza, e sta già cercando di dare un’impronta di gioco preciso. Rispetto a mister Simeone, Montella pretende un maggior possesso palla, partendo dalla zona arretrata. Io personalmente lo sento vicino perché parla in napoletano… fino ad oggi mi ha sempre provato davanti alla difesa. Non so ancora se giocheremo a due o a tre nella mediana, ma per me è indifferente. Abolito il ruolo di trequartista? Sì, io mi sento centrocampista, in Serie B potevo giocare in un ruolo più avanzato, ma nella massima serie no”.

 

Infine un ultima battuta sulle sensazioni di questi primi giorni di ritiro, e su un pensierino alla nazionale: “Ho ottime sensazioni, sia a livello personale che di gruppo. Il caldo non è assolutamente un problema; io ad Empoli ho fatto tutti i ritiri nella città toscana e sono abituato. L’unica speranza è che prima o poi vengano aperte le porte ai tifosi. La maglia della nazionale? E’ il sogno per ogni calciatore. Io l’ho indossata fino all’Under-21, adesso mi devo rimboccare le maniche; è un premio che dipende dal campo, solo ed esclusivamente da se stessi”.