| Lopez rimane, è una questione di tasse |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Sabato 15 Maggio 2010 09:17 | |||
![]() A Catania non si vedeva da anni, o forse ancora non s’era mai visto un attaccante così, così come Maxi Lopez. Ha tutto: potenza, precisione chirurgica, senso del goal, protezione del pallone, intelligenza tattica, estro, tutte doti che lo stanno rendendo in soli 6 mesi uno dei migliori attaccanti della A, 10 reti in 16 gare. Ed è proprio questa media realizzativa impressionante che sta spingendo tantissime società a considerare la soluzione Lopez, che potrebbe essere la cura a tanti attacchi da rinforzare per tante squadre di alta fascia o che ambiscono ad entrare di diritto nel calcio d’elite. Le voci di mercato però si sa, solleticano anche la fantasia dei tifosi e c’è ne, che innamorati persi della maglia a bande verticali rossazzurre, si appigliano anche a cavilli e aspetti di non comune ragionare. Addirittura la voglia di rivedere a Catania almeno per la prossima stagione il fortissimo centravanti prossima prima punta dell’argentina (si spera per i mondiali 2016) ha spinto il tributarista di uno studio di commercialisti (e dando a Cesare quel che è di Cesare ne si cita in questa sede nome e cognome Raffaele Accomando - studio Sciuto) a seguire un ragionamento filocalcistico ma prettamente economico basato sulla normativa in materia di imposte sui redditi. Si parta dal testo unico delle imposte sui redditi per le società per azioni che all’articolo 54 – comma 4 recita:
Le plusvalenze realizzate, determinate a norma del comma 2, concorrono a formare il reddito per l'intero ammontare nell'esercizio in cui sono state realizzate ovvero, se i beni sono stati posseduti per un periodo non inferiore a tre anni, a scelta del contribuente, in quote costanti nell'esercizio stesso e nei successivi, ma non oltre il quarto. Per i beni che costituiscono immobilizzazioni finanziarie, la disposizione del periodo precedente si applica per quelli iscritti come tali negli ultimi tre bilanci; si
Il termine dei 3 anni però viene abbassato con un decreto presidenziale successivamente ad un anno per le Società Sportive s.p.a. Ma cosa c’entra tutto ciò col calcio e Maxi Lopez? Bene c’entra e come. Perché detto in soldoni, la cessione di Maxi Lopez porterà una plusvalenza ricca e cospicua che già ad oggi ammonta a diversi milioni, si ipotizza secondo radiomercato 20 milioni di euro. Avendolo acquistato per circa 4 milioni dunque, il Calcio Catania S.p.a avrebbe sviluppato una plusvalenza di circa 16 milioni se ad oggi vendesse il calciatore. Su questi 16 milioni però vendendo il calciatore nella prossima sessione di mercato estiva dovrebbe pagare le tasse (che per le Società per azioni sono del 50%!!) tutte subito perché non decorsi i 12 mesi, per cui dei 16 milioni ne pagherebbe subito 8 di tasse. Se invece il calciatore dovesse rimanere per più di un anno dalla data dell’acquisto ed essere ceduto ad esempio a giugno prossimo venturo, le tasse andrebbero spalmate in più anni ma la plusvalenza incassata subito, geniale no? Si prendono i soldi subito ma vengono tassati a poco a poco, negli anni. Chissà che anche questo piccolo cavillo economico non possa pesare sulla permanenza al Catania di Maxi. La fantasia a volte aiuta a vivere meglio, magari con un bomber in più al Catania per la prossima stagione
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