| L'urlo: Niente drammi, ma... |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Edvard Munch | |||
| Lunedì 05 Dicembre 2011 18:15 | |||
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In casa i punti parlano chiaro e l’amarezza aumenta proprio perché, le gare si sono perse in quello che rappresenta da sempre il fortino inespugnabile etneo. 11 punti con 3 vittorie, 2 pari e 2 sconfitte, ma fuori casa il successo di Lecce ha donato nuova linfa alle prospettive, spazzate via purtroppo da Ibarbo e dalla mancanza di furbizia di Legrottaglie e Spolli.
Analizzare però e’ legittimo, interrogandosi su alcune riflessioni o su alcuni concetti che si sono riproposti proprio ieri contro il Cagliari, già visti contro il Chievo. Il ciclo terribile aveva donato un filotto da grande squadra: Inter e Napoli battute, pareggi esterni e vittorie sfiorate con Fiorentina e Lazio, indolore invece le quattro pappine contro il Milan. Oggi il presente doveva consegnare solidità di rendimento, spazzando via il passato donando quel salto mentale e di qualità di rendimento proprio con le pari grado e sicuramente inferiori per gioco e organico al Catania. Invece proprie le squadre catenaccio hanno lasciato solo le briciole al Catania: Chievo e Cagliari corsari a Catania e solo il Lecce battuto dal coraggio di Montella e dalla prodezza di Barrientos.
Proprio il coraggio aveva spinto la compagine etnea a far parlare di se: un allenatore giovane come Montella capace di dare la giusta tranquillità e serenità al suo gruppo per giocarsela ovunque e con chiunque. Bene tutto questo rimane per carità, ma forse oggi si registra un’eccessiva distensione nella squadra forse consegnata proprio dalla classifica lusinghiera.
UNA TATTICA DA RIVEDERE - Oggi si parla tanto di squadre chiuse e disposte a concedere poco al Catania, ma non giustifica la mancanza di risultati dell’ultimo periodo. Il postulato “con il Catania chiuditi e avrai vita facile” non deve diventare dogma anche se e’ pur vero che le caratteristiche della formazione di Montella si sposano maggiormente con compagini votate al gioco e alla proposizione rispetto all’essere atrofico tatticamente aspettando e approfittando dell’errore degli altri. Montella deve trovare una soluzione e al più’ presto soprattutto perché di partite come quelle contro Chievo e Cagliari ne vedremo spesso. Aspettare non e’ da pavidi, leggere le gare attimo per attimo senza per forza imporre il proprio gioco non appare come anticalcio, ma esalta la furbizia di una squadra scaltra nel far cadere dentro la propria rete gli avversari. Ecco perché non e’ sempre scritto che i rossazzurri debbano fare la partita quando giocano al Massimino, magari far uscire dal guscio le cosiddette squadre rintanate sarebbe una tattica diversa da non sottovalutare.
MODULI E SINGOLI - Stesso discorso per il caro 3-5-2 ormai diventato seconda pelle del Catania. L’assenza di Izco pregiudica di molto questo concetto tattico soprattutto se ancora manca un giocatore forse fondamentale per tale pensiero chiamato Llama. Troppo importante Llama nell’economia di questo modulo, senza nulla togliere al buono fino ad ora prodotto da Marchese. Soprattutto quando la spinta e i movimenti offensivi sono necessari con squadre come Cagliari e compagnia cantando. Ieri Montella più che un 3-5-2 aveva messo giù un 5-3-2 tutto di peso anche dalla struttura di una mediana senza veri incursori offensivi capaci di spaccare per vie centrali la fase difensiva avversaria. Incaponirsi non fa bene, per di più se li stessi giocatori, vedi Alvarez e Potenza rigettano tale modulo e applicano solo per venire incontro ai dettami imposti dal tecnico.
Altro nodo lo status di alcuni singoli. Gomez non sta bene e soprattutto oggi non fa la differenza: anche ieri il Papu non ha mai saltato l’uomo e per di più’ non ha mai offerto palloni invitanti ai compagni. Il momento negativo e’ accentuato e amplificato anche nell’incaponimento del giocatore verso al giocata personale a scapito del semplice passaggio o del far scorrere il pallone. Altro nodo chiamato Biagianti: il capitano accusa ancora problemi al tendine e questo non gli permette di essere al cento per cento. Schierarlo ieri dal primo minuto non fa bene ne a lui, ne ad alcuni suoi compagni che rimangono a guardare in panchina consapevoli della loro forza, vedi Ricchiuti. Da Ricchiuti a Maxi Lopez il passo e’ breve, soprattutto se Maxi sta bene come ha dimostrato nelle sue ultime sue apparizioni. Il numero 11 argentino scalpita e la panchina risulta scomoda. Insomma un Maxi Lopez cosi non può non giocare fermo restando che solo Montella ha il polso della situazione per tutta la settimana. ERRORI-ORRORI SEMPRE DETERMINANTI – Altro nodo e’ donato dalla concentrazione. Gli errori dei singoli hanno portato 9 gol sui 19 totali. Situazioni pesanti e amnesie che in serie A difficilmente puoi concederti. Anche ieri contro il Cagliari l’errore o orrore si e’ ripetuto risultando alla fine decisivo, come contro il Chievo due errori, due gol. Colpa della difesa a tre? Colpa di un poco efficace filtro a centrocampo? Colpa solo di un calo mentale in determinati accadimenti? Tutti interrogativi al vaglio di Montella.
Domani e’ un altro giorno e cosi si apre una nuova strada, quella che porta verso Bergamo. Una strada che appare in salita, ma alla portata della formazione etnea. Atalanta forte? Sicuramente in stato di grazia in questo inizio di campionato, ma sicuramente battibile. Montella e i suoi hanno tempo e modo per ritrovare se stessi e la voglia di stupire, unita alla rabbia di tornare a fare punti pesanti per donare un futuro diverso. Le soluzioni non mancano, la personalità pure, bisogna solo riprendere la marcia sfruttando il momento di chi sta bene, esaltando i moduli senza fossilizzarsi, tornando a far punti gli stessi conquistati con merito fino ad oggi dal Catania.
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| Ultimo aggiornamento Lunedì 05 Dicembre 2011 18:22 |





Niente drammi, per carità. La classifica parla chiaro ed esalta ancora il lavoro fin qui svolto da Vincenzo Montella e dalla sua squadra. 17 punti e posizione lusinghiera in graduatoria, paradossalmente gli stessi punti che aveva conquistato Giampaolo, ma sicuramente il calendario di quest’anno rispetto a quello dello scorso anno presentava, almeno all’inizio maggiori difficoltà.