| Martinho: “Al 2011 chiedo…” |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Daniele Di Frangia | |||
| Martedì 04 Gennaio 2011 17:17 | |||
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Anno nuovo e nuove speranze in casa Catania. Quella del 2011 si chiama Raphael Martinho, 22enne brasiliano dal giugno scorso rinforzo degli etnei. L’integrazione nella squadra è stata più rapida del previsto. L’italiano migliora costantemente così come il ruolo in squadra. Pian piano Martinho è entrato nei meccanismi di Giampaolo ed adesso si gioca le sue carte. Cercando di evitare qualche rosso di troppo.
Su Roma ed Inter: “Sono due partite difficili, due grandi del calcio italiano dopo la sosta natalizia. Prima cominciamo a pensare alla Roma, stiamo facendo un buon lavoro fisico per fare una buona prestazione. Sono entrambe squadre difficili con giocatori molto forti.”
Eterno dilemma, brasiliani ed argentini. Perché questi ultimi si ambientano prima? “Loro sono favoriti nella lingua perché lo spagnolo è più vicino all’italiano. A livello di gioco il calcio argentino è più di marcatura come qua. In Brasile non si pensa tanto alla parte tattica, si pensa più a giocare.”
“Abbiamo sempre 3 o 4 moduli diversi per giocare. Penso che il mister abbia già in testa il modulo per la Roma. Ho cercato di imparare il più presto possibile.”
“A giugno quando sono arrivato non parlavo una parola d’italiano e non capivo nulla. Anche il mister mi diceva di fare delle cose e sbagliavo. Dovevo parlare italiano subito.”
“Adriano penso non giochi, a Roma c’è anche Simplicio che sta facendo molto bene. Nell’Inter Lucio dà molta sicurezza alla difesa dell’Inter. Personalmente non li conosco ma mi piacerebbe molto. Vogliamo fare più punti possibili però dobbiamo essere equilibrati perché sono due squadre fortissime. Se noi sbaglieremo qualcosa loro non perdoneranno.”
Le espulsioni? “Lunedì a Milazzo ho contestato un giallo e l’arbitro mi ha buttato fuori.”
“Dal 2011 mi aspetto di crescere, fare bene qui a Catania, aiutare i miei compagni e fare grandi prestazioni. Mi trovo bene sia come mezzala che come esterno perché così posso arrivare in attacco ed aiutare la difesa. Mi piace molto ascoltare gli altri ed ho imparato a parlare italiano così. Le prime parole? Voglio mangiare qualcosa.”
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