| Coppa: Catania fuori...dura solo 15 minuti |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Pietro Grimaldi | |||
| Martedì 11 Gennaio 2011 20:02 | |||
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Gara però piena di possibili indicazioni fornite da ritorni importanti come quello di capitan Mascara o il riassaporare il clima gara da parte di Augustyn. Importante possibilità anche per Fabio Sciacca da metodista davanti alla difesa ruolo cardine in cui il catanese può sponsorizzarsi in vista del girone di ritorno.
FORMAZIONI: Del Neri vuole la qualificazione e non risparmia nessuno e le uniche assenze sono dettate da indisponibilità dei suoi atleti: solito 4-4-2 con Del Piero e Toni li davanti supportati sugli esterni da Krasic e Pepe mentre Marchisio e Felipe Melo gestiscono la mediana. In difesa il ritorno di Buffon esalta la linea a quattro formata da Grygera, Bonucci, Chiellini e Grosso. Il Catania rispondeva con un duttile 4-3-3 pronto a cambiare in 4-3-1-2 con Mascara e Antenucci molto larghi per sfruttare l’ampiezza e le sortite centrali di Ricchiuti. A centrocampo la regia viene affidata a Sciacca affiancato da Delvecchio e Martinho, mentre la difesa ritrova come dicevamo Augustyn schierato a destra con Silvestre accanto al rientrante Spolli e Marchese a sinistra.
TONI OUT…DELVECCHIO SPRECONE Primo quarto d’ora che evidenzia la notevole organizzazione di gioco degli etnei che confermano le buone cose mostrate nell’ultimo periodo nonostante la rivoluzione di organico. Ricchiuti si muove bene tra le linee e Mascara con il solito elastico garantisce copertura e ripartenze in favore di Martinho o Antenucci. Bianconeri un po’ imballati e poco brillanti, specchio di una squadra inizialmente intimidita dalle inquietudini del periodo. Si vede Delvecchio due volte sprecando occasioni facili sotto la porta di Buffon, mentre Del Neri cambia tutto per l’immediato forfait di Toni che stravolge i piani del tecnico juventino. Aquilani appena entrato vuole subito timbrare il cartellino ma Campagnolo due volte dice no, aiutato anche dalla scelleratezza del centrocampista ex Roma.
BASTANO SOLO DIECI MINUTI ALLA DEL PIERO Un attimo, il classico momento che il campione sfrutta per togliere le castagne dal fuoco alla propria squadra. Ecco Del Piero che tra la noia generale decide di incidere e fare male: prima ubriacava un Augustyn con poco mordente mettendo un cross al bacio che trovava l’isolato Krasic sul secondo palo lasciato tutto solo da Marchese e due minuti più tardi inventava un assist magico per Marchisio che sprecava tutto solo davanti a Campagnolo.
IL CATANIA FINISCE QUI Non giocava più la band di Giampaolo smarrendosi in maniera imbarazzante andando in completa balia dell’avversario. Il secondo tempo è un monologo juventino, tutto esaltato dall’estro ancora di Del Piero che crea ancora e gli altri concretizzano. Ancora solitudine dentro l’area dove trovava il raddoppio Pepe stavolta sugli sviluppi di un calcio d’angolo che chiudeva definitivamente la gara e la qualificazione. La reazione finale degli uomini di Giampaolo logica conseguenza dello gestire della Juventus, ma che inevitabilmente crea problemi ad un Buffon che si esalta e si sveglia dal torpore dell’intera gara con un volo perfetto sul tiro di Pesce e risulta fortunato sulla scelleratezza sotto porta di Antenucci, Delvecchio e Augustyn.
Poco da prendere dal punto di vista tecnico-tattico: per Augustyn di positivo c’è solo il ritorno in campo mentre l’esame sul campo in un ruolo sicuramente non suo porterà Giampaolo a schierarlo altrove magari da centrale, suo ruolo naturale. Mascara invece ha dato segnali di vivacità e voglia di tornare importante, mentre Sciacca ha mostrato personalità in un ruolo chiave. Si rimane perplessi invece su Antenucci e sugli ormai partenti Ricchiuti e Delvecchio fumosi e poco più ed anche Marchese ha sprecato un occasione per stuzzicare il suo allenatore.
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| Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Gennaio 2011 22:49 |





Notte di Coppa…notte Olimpica. Ecco il Catania versione Coppa Italia contro una Juventus arrabbiata e vogliosa di scacciare i fantasmi presenti per trovare risposte positive nel prossimo futuro. Rossazzurri di Giampaolo che provano ad andare avanti, percorrendo i binari delle prestazioni di spessore in campionato con avversari blasonati come Roma e Inter ma con un finale magari diverso rispetto alle sconfitte immeritate.