Home
 169 visitatori online

Montali: "Via dalla Roma perchè volevo tenere Montella" PDF Stampa E-mail
News - Rassegna Stampa
Scritto da Renato Maisani   
Venerdì 11 Novembre 2011 15:03


montella_urla

Intervistato in Esclusiva dal Corriere dello Sport, l'ex dirigente della Roma, Gian Paolo Montali, ha spiegato i perché del suo addio al club giallorosso, svelando che la motivazione principale potrebbe essere stata proprio quella di aver insistito sulla conferma di Vincenzo Montella sulla panchina.

 

"Perchè ho lasciato la Roma? E’ una domanda che mi continuano a fare. Prima cosa: trovo assolutamente legittimo che un proprietario nuovo si scelga i nuovi dirigenti - ha spiegato senza rancori Montali - Era già un anno che Franco Baldini lavorava con i nuovi proprietari. Insieme non potevamo stare perchè abbiamo un profilo uguale, anche se lui sa molto più di calcio, mentre io sono più specializzato nell’organizzazione. Ma ho capito che non c’era la volontà da parte degli americani di tenermi, differenze di vedute. Io avevo dubbi sulla scelta dell’allenatore".
Ecco svelato, finalmente, il motivo del divorzio: "Ebbi un incontro con DiBenedetto a fine marzo, primi di aprile. L’avventura americana mi piaceva, Unicredit mi aveva detto che sarei rimasto, poi però... Ho un grande senso di autocritica, mi chiedo cosa possa aver sbagliato e ho capito che forse ho fatto un'ingenuità: per tutelare chi stava lavorando in quel momento, con il campionato in corso, ho difeso l’allenatore, i giocatori, i dirigenti. Mi dicevano Montella andrà via, arriva Luis Enrique, io pensavo che servisse proteggere chi stava lavorando per portare la Roma in Europa. A me Montella piace molto, non è uno mite come sembra: è molto determinato, non ha paura dei giocatori. Affrontava a muso duro i giocatori scontenti, tipo Borriello. E parlava chiaro. Anche con Totti e De Rossi. Sono contento sia andato a Catania. Montella diventerà un grande tecnico".
"Perchè ho lasciato la Roma? - si legge sul quotidiano romano - E’ una domanda che mi continuano a fare. Prima cosa: trovo assolutamente legittimo che un proprietario nuovo si scelga i nuovi dirigenti - ha spiegato senza rancori Montali - Era già un anno che Franco Baldini lavorava con i nuovi proprietari. Insieme non potevamo stare perchè abbiamo un profilo uguale, anche se lui sa molto più di calcio, mentre io sono più specializzato nell’organizzazione. Ma ho capito che non c’era la volontà da parte degli americani di tenermi, differenze di vedute. Io avevo dubbi sulla scelta dell’allenatore".

Montali ha poi ammesso di aver insistito ai fini della conferma di Vincenzo Montella: "Ebbi un incontro con DiBenedetto a fine marzo, primi di aprile. L’avventura americana mi piaceva, Unicredit mi aveva detto che sarei rimasto, poi però... Ho un grande senso di autocritica, mi chiedo cosa possa aver sbagliato e ho capito che forse ho commesso un'ingenuità: per tutelare chi stava lavorando in quel momento, con il campionato in corso, ho difeso l’allenatore, i giocatori, i dirigenti. Mi dicevano Montella andrà via, arriva Luis Enrique, io pensavo che servisse proteggere chi stava lavorando per portare la Roma in Europa. A me Montella piace molto, non è uno mite come sembra: è molto determinato, non ha paura dei giocatori. Affrontava a muso duro i giocatori scontenti, tipo Borriello. E parlava chiaro. Anche con Totti e De Rossi. Sono contento sia andato a Catania. Montella diventerà un grande tecnico".

 

 





Ultimo aggiornamento Venerdì 11 Novembre 2011 15:07