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Montella: il nuovo aeroplanino di Pulvirenti PDF Stampa E-mail
News - Rassegna Stampa
Scritto da Stefano Auteri   
Giovedì 09 Giugno 2011 19:06

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Per una volta in casa rossazzurra non c’è stata alcuna sorpresa, ed il nome che da giorni circolava intorno alla panchina etnea è stato confermato. Dopo tanta attesa e curiosità, finalmente oggi è arrivata l’ufficialità: Vincenzo Montella sarà il nuovo allenatore del Catania. A renderlo noto è stato un comunicato stampa pubblicato sul sito ufficiale della società rossazzurra, secondo cui il tecnico proveniente dalla Roma avrebbe firmato un contratto biennale che lo legherà al Catania fino al 2013. Una notizia che ormai era nell’aria visti i ripetuti incontri fra le due parti, e la parallela bocciatura delle alternative Torrente e Marcolin. Tra la società ed il mister partenopeo l’accordo era stato raggiunto già da tempo, ma gli ultimi dubbi sono stati sciolti nell’ultima settimana quando la dirigenza ha deciso di puntare su di lui. Montella si siederà così sulla panchina rossazzurra sulla scia dei tanti giovani tecnici svezzati da Lo Monaco: da Zenga ad Atzori, passando ai più recenti Mihajlovic e Simeone, tutti rampolli di un nuovo calcio fatto di tattica, ma soprattutto di grinta e tutti con la medesima voglia di mettersi in mostra. Montella, però, in assoluto può essere considerato il tecnico più giovane che abbia mai fatto la sua  apparizione al Massimino.

 

Oltre al dato anagrafico, appena 36 anni (il più giovane prima di lui era stato Atzori), Il suo curriculum, rispetto ai suoi predecessori, è ancora tutto da scrivere poiché le esperienze maturate in precedenza riguardano solamente i cinque mesi trascorsi con la prima squadra giallorossa (sprovvisto di patentino e dunque assistito da Angelo Andreazzoli) e un anno e mezzo alla guida dei Giovanissimi sempre della Roma. Due esperienze gratificanti in cui il tecnico di Castello di Cisterna ha assaporato l’odore della panchina in maniera blanda nel primo anno e mezzo dopo il suo addio al calcio giocato, e bruscamente e forse prematuramente dopo, quando per necessità è stato chiamato dalla prima squadra a dirigere un gregge smarrito in cerca di una guida. Nonostante il buon inizio, però alla fine l’esordiente aeroplanino non è riuscito a centrare gli obiettivi stagionali: fuori agli ottavi in Champions contro lo ShaKthar (dopo una pessima prestazione casalinga), eliminato in semifinale di Coppa Italia contro l’Inter, e sesto in campionato. Una serie di delusioni difficilmente digeribili dall’entourage giallorosso che nonostante la relativa innocenza del tecnico ha deciso, a fine stagione, di dargli il ben servito sostituendolo con l’enfant prodige, Luis Enrique. In una stagione travagliata comunque non sono mancate le soddisfazioni: in primis la vittoria nel derby, la quinta consecutiva grazie ad una doppietta di Totti, in secondo luogo la conquista della semifinale di Coppa Italia e la lotta fino alla penultima giornata per un posto nella prossima Champions League, tutti risultati ottenuti grazie al rilancio del numero 10, e che per un lungo lasso di tempo lo avevano candidato come guida della Roma anche per la stagione successiva.

 

In questi mesi inoltre Montella ha potuto affinare anche le doti di uomo spogliatoio, dovendo affrontare alcune situazioni al limite come quelle di Mexes, già a gennaio promesso sposo al Milan, e di Menez trequartista anarchico arrivato ai ferri corti col giovane tecnico. Un’esperienza sicuramente formativa, che gli ha permesso di prendere dimestichezza con questa nuova professione e che potrà sfruttare al meglio a Catania, la città dove si è consumata la sua ultima disfatta con il 2-1 in rimonta subito nella penultima giornata del campionato appena concluso. Adesso, senza rancore, Vincenzo cercherà di dare il vero inizio alla sua carriera da qui, dalla Sicilia, dove potrà contare sull’entusiasmo della gente che sicuramente metterà da parte lo scetticismo iniziale per supportare il neo tecnico che farà della sua giovane età e della sua voglia di dimostrare, le armi vincenti per convincere il pubblico. Del resto, anche da giocatore, Montella è sempre stato apprezzato sia dai suoi tifosi che da quelli avversari. Onesto e rispettoso, l’aeroplanino ha sempre mostrato un’intelligenza calcistica sopraffina mixata ad una notevole tecnica e fantasia. Sin dagli esordi nella massima serie con la maglia della Sampdoria, quando nella prima stagione mise a segno il record di gol da debuttante (22 su 28 gare), per finire agli anni romani, quando il suo nome era entrato nel cuore dei tifosi per quel magnifico poker nella stagione 2001/02 contro i rivali biancocelesti, il numero 9 è stato da sempre considerato uno degli attaccanti più talentuosi e prolifici del nostro calcio, troppo spesso impegnato a guardare all’estero piuttosto che valorizzare le proprie “bellezze”.

 

Calcio giocato a parte, adesso per Montella è il momento di tornare a volare, non tanto da jet privato, come quando esultava festante dopo un gol, ma piuttosto come comandante di un boeing pronto a sorvolare nuove rotte, ad atterrare in nuovi porti che, scongiuri a parte, speriamo possano essere quelli dell’Europa League. Ma se a scegliere l’aereoplanino è stato un presidente proprietario di una compagnia aerea, non si può che essere fiduciosi…