| Editoriale: Nell’uovo di Pasqua c'è la perla di Lodi |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Stefano Auteri | |||
| Sabato 23 Aprile 2011 22:56 | |||
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Per una volta essere stati dispettosi nei confronti di una Vecchia Signora non verrà considerato un atto di maleducazione, non verrà considerata nemmeno una forma di irriverenza, ma verrà ricordato nella memoria rossazzurra unicamente come una di quelle imprese capaci di commuovere, entusiasmare ed esaltare una squadra ed una tifoseria da troppo tempo privata di soddisfazioni lontano dal Massimino. Forse qualcuno potrà chiedersi il perché di tutto questo entusiasmo dopo un misero punto che sicuramente non ha smosso la classifica e che non ha permesso di porre la parola fine alla sofferenza in chiave salvezza di Maxi Lopez e compagni, ma questo pari ha un sapore che supera il relativo valore numerico. Un punto che per varie motivazioni in realtà ne vale 3, 5, perché no 10.
In primis è indispensabile porre l’accento su come il Catania è riuscito a portare a casa questo risultato. Un pari acciuffato in extremis, quando anche la speranza aveva abbandonato i cuori di chi, in preda al panico, imprecava contro un futuro tenebroso che avrebbe potuto tragicamente concludersi con una retrocessione. Una magia, una perla che nei minuti di recupero ha gelato lo stadio Olimpico e che, vista l’esultanza di giocatori e tifosi, ha avuto la stessa importanza di una vittoria. In secondo luogo questa diventa la seconda partita consecutiva fuori casa in cui gli etnei riescono a portare a casa un risultato positivo, un minirecord che, visti i precedenti lontano dalle mura amiche, rappresenta un segnale incoraggiante per il futuro.
Da non sottovalutare poi è anche l’impatto che un risultato del genere potrà avere sulle dirette concorrenti alla salvezza. In una giornata in cui sia Cesena che Sampdoria e Parma erano riuscite a ottenere vittorie importanti (tutte fuori casa), i rossazzurri sono riusciti a rispondere a tono, limitando i danni e ottenendo il massimo da una sfida quantomeno complicata. Un ultimo pensiero, infine, deve andare all’autore del gol del pari. Ciccio Lodi è diventato a tutti gli effetti il Santo delle parabole impossibili, ed in questa vigilia Pasquale non è detto che una rinascita sportiva non possa profilarsi all’orizzonte per un ragazzo che dopo l’exploit iniziale, era apparso in leggero calo nelle ultime uscite.
Insomma come direbbe Aldo nei panni di Huber, “Tutto è bene ciò che finisce bene”, ma quanta sofferenza. L’unica richiesta fatta da stampa, tifosi ed allenatore era stata quella di cercare di gettare il cuore oltre l’ostacolo e sopperire al maggiore tasso tecnico dell’avversario con una tenacia ed una grinta raramente osservate nelle precedenti trasferte. Risultato? 2-0 al fischio finale del primo tempo con una prestazione impalpabile senza mordente e per di più annichilita da due episodi sfavorevoli culminati in un rigore trasformato da Del Piero e da una fortuita deviazione sottoporta sempre dello stesso capitano. Ennesimo tonfo ed ennesima “mala cumpassa” avranno pensato i più (compreso il sottoscritto). Ed invece il Catania sceso in campo nella seconda frazione è sembrato sin da subito più motivato, più sfrontato, quasi avesse udito i mugugni del suo popolo e avesse deciso di giocarsi il tutto per tutto senza fronzoli e senza nulla da perdere. Un atteggiamento mentale finalmente propositivo che mixato alle due mosse vincenti del Cholo (Bergessio per Izco e Lodi per Ledesma) ha permesso una rimonta tanto inaspettata quanto fondamentale per un finale di stagione strepitoso.
Il punto come detto precedentemente non ha cambiato la classifica in favore degli uomini di Pulvirenti, anzi adesso la distanza nei confronti del terzultimo posto è stata assottigliata solamente a due lunghezze, ma a conti fatti la salvezza appare sempre più vicina. Questa sensazione nasce dalla consapevolezza che mancano ormai solamente 4 partite, che il Catania nella classifica avulsa si trova in vantaggio rispetto a numerose sue inseguitrici, e soprattutto che i miracoli non vengono fatti solamente in Chiesa e anche una squadra incapace di fare risultato fuori casa è riuscita ad arginare la blasonata Juventus, sprone per aspettare in maniera speranzose le pericolose sfide contro Inter e Roma.
Una gioia inattesa dunque che permette a giocatori e tifosi di presentarsi al meglio al match fondamentale di domenica prossima in casa contro il Cagliari, quando alla scampagnata a base di salsiccia e cipollata, la gente rossazzurra preferirà una scorpacciata di gol per tornare la macchina implacabile che in casa non fa sconti a nessuno, nella speranza che anche a Brescia un punto, o magari tre, possano finalmente allontanare lo spettro inquietante del terzultimo posto.
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| Ultimo aggiornamento Sabato 23 Aprile 2011 23:04 |






