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Oggi come ieri: storia di due poker a distanza PDF Stampa E-mail
News - Rassegna Stampa
Scritto da Daniele Di Frangia   
Domenica 03 Aprile 2011 19:32

poker_derby_2009

 

1 marzo 2009. Il Catania di Walter Zenga arriva a Palermo con 30 punti in saccoccia. Un buon bottino conquistato in 25 partite ma sempre da migliorare per arrivare all’obiettivo salvezza. Com’è finita lo sappiamo tutti. Ledesma, Morimoto, Mascara e Paolucci, issavano i rossazzurri a quota 33 regalando una pesante debacle casalinga ai cugini rosanero con il famoso sfottò del poker rimasto segnato per anni.

 

3 aprile 2011. La data somiglia stranamente a quel felice precedente. Un altro giorno che i tifosi segneranno sul calendario. Un altro poker ai cugini palermitani. Un’altra vittoria ed un’altra batosta. Squadre diverse, obiettivi e posizioni simili rispetto ad allora. E soprattutto campi invertiti ma la stessa sensazione di una città intera e non solo di una tifoseria che esulta per una partita. Un derby che è tornato ad essere tale soprattutto per il ritorno allo stadio dei supporters rosanero. Un piccolo gruppo, 400 persone, ma importante per poter avere uno stadio colorato e festoso come da tempo non succedeva.

 

E rispetto a quella gloriosa gara del Barbera, questa ci ha fatto soffrire di più. I due match non sono paragonabili per storia ed episodi. Allora la gara venne sbloccata dopo soli 14 minuti da Pablo Ledesma. Quel Pablo Ledesma che oggi come ieri ha suggellato anche la vittoria del presente. E ancora, ieri arrivava il raddoppio di Mori ed il 3-0 da centrocampo di Peppe Mascara per un primo tempo che vedeva il match già bello che chiuso sul 3-0. Oggi si è faticato di più. Un primo tempo bloccato con Cosmi che se non ha fatto le barricate poco c’è mancato. Un Catania che, sulle orme delle altre sfide al Massimino (vedi Samp e Genoa) ha bisogno della ripresa e degli accorgimenti tattici per cambiare marcia.

 

Stessa storia pareva oggi. L’impressione netta era quella che ci volesse il classico episodio, chiamasi calcio piazzato, colpo del singolo o errore degli avversari. Il caso ha optato per l’ultima ipotesi con l’appoggio di Balzaretti su Sirigu che con l’aiuto di Lodi e la spinta dei 20mila si è trasformato in rete. Lì probabilmente i rossazzurri hanno vinto la gara. Un Palermo che ha provato in maniera evanescente e poco convinta a riemergere non dimostrando il carattere del condottiero Serse sul campo. Un campo che doveva essere di battaglia ma che ha visto combattere solo uno dei due schieramenti. I timidi attacchi rosanero venivano spenti dalle fulgide bocche di fuoco rossazzurre che nella porta sotto l’Etna trafiggevano per altre tre volte il povero Sirigu.

 

E torniamo ancora ai parallelismi. Quel 1 Marzo uno dei protagonisti fu Albano Bizzarri, autore del gioco paratutto agli avversari. Una decina le occasioni per Miccoli e compagni. Oggi Andujar è dovuto intervenire due volte con tentativi da lontano. Che Cosmi abbia sbagliato a lasciare fuori il Romario del Salento non possiamo dirlo. Impossibile sapere se al posto degli spenti Pinilla ed Hernandez avrebbe fatto di meglio. Certo è che anche l’ingresso di Pastore non abbia colpito più di tanto.

 

Paolucci chiudeva il conto allora, Pesce metteva la parola fine oggi con quel coro “cinque cinque” a spingere i propri beniamini al saluto a mani aperte per i cugini. Quel quinto gol poteva essere segnato solo da un giocatore. Quel Maxi Lopez fresco di candeline e pronto a pagar la cena in caso di ottava rete. Niente gol per lui e pazienza, appuntamento rinviato a Bari quando il poker non sarà necessario ma un gol in più dell’avversario si.





Ultimo aggiornamento Domenica 03 Aprile 2011 22:45