| Hoi Cholo...toc toc, posso? Ma la grinta? |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Attilio Scuderi | |||
| Domenica 06 Marzo 2011 20:14 | |||
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Siamo al quarto capitolo della nostra saga...a fine campionato speriamo di chiudere in bellezza conquistando questa ennesima benedetta salvezza, oggi, piena di insidie e nuovamente in bilico dopo la sconfitta di Firenze, ma soprattutto per il successo netto ed inaspettato del Cesena in quel di Genova sponda Samp. Classifica corta, ben otto squadre in lizza per non retrocedere....tutte li, pronte a darsi battaglia dal Chievo in giù, con una new entry chiamata Sampdoria l'unica forse meno abituata a lottare per certi obiettivi.
E dire che Firenze poteva consegnare la svolta che tutti attendevamo, la giusta sterzata per metterti in carreggiata, per evitare sbandamenti e riuscire a superare tante dirette concorrenti in fila nello stradone salvezza. Ancora una volta, invece, una trasferta maledetta contro, diciamocelo pure, una non squadra come la Fiorentina, con attorno un ambiente totalmente ostile, incavolato dalla stagione deludente e bramoso di chiudere al più presto questo campionato. Insomma, la classica gara dove le motivazioni, l'aggressività e l'intensità dovevano favorire la squadra che deve ancora raccogliere tanto da questo campionato superando cosi l'ostacolo dell'avversario debole, demotivato e stanco dalle continue diatribe.
Invece, ancora punti persi, con tanto rammarico dettato soprattutto dallo stato di forma di una Fiorentina sorniona, sonnolenta capace di sfruttare solo i nostri orrori. Il punto e' proprio l'atteggimaneto che arriva prima di ogni dissertazione tattica, rispetto ad uno status mentale agonistico e d'intensità venuto a mancare. Anche perche', il cambio Giampaolo-Simeone, doveva donare tutto questo, una squadra come disse Lo Monaco "palluta" pronta con l'aggressività a schiacciare ed aggredire l'avversario, pronta a non mollare mai, pronta, ancora, a rialzarsi alle prime diffcioltà. Tutto questo, caro Cholo, non si vede, o meglio lo notiamo solo a tratti e solo in casa, per di più, quando la squadra spaventata dalla reazione del pubblico casalingo esce fuori il giusto orgoglio, che gli ha permesso di risollevbare le sorti di gare compromesse contro il Lecce o il Genoa. "Io penso una cosa sul rendimento della squadra fuori casa, ma e' meglio che io stia zitto" Parole chiare e nette di Simeone a fine gara che consegnano un velo di mistero, su un tecnico apparso arrabbiato e incazzato nero nei confronti dei suoi giocatori, e prendersi anche tutte le responsabilità della sconfitta aumenta il sospetto su come i giocatori siano invece i veri responsabili di tutto ciò.
A Simeone chiediamo di uscire fuori gli attributi, quelli che lo hanno sempre caratterizzato come giocatore di spessore e di carattere dentro il campo...parlare dei veri motivi e delle paturnie che circondano questa squadra potrebbe aprire gli occhi a tutti, mettendo i giocatori davanti alle vere responsabilità di una stagione fin troppo strana e altalenante.
Anche perche', oggi bisogna correre e saranno gare dal "mors tua vita mea" soprattutto fin da domenica quando arriverà al Massimino una Sampdoria allo sbando che bisogna battere a tutti i costi. Il bottino del Cholo non fa dormire sonni tranquilli, media punti da retrocessione, ma il fattore casa consola con due vittorie su tre, ma bisogna, anche, ragionare su come siano arrivati i successi...sempre in svantaggio, sempre a rincorrere, sempre con l'acqua alla gola e con un pizzico di fortuna che alla fine ti ha aiutato...il resto ha donato solo molta confusione, errori, e poco altro.
Così, per la quarta settimana, continuiamo i nostri interrogativi domenicali, la solita analisi discreta e senza verità assolute sulle scelte o considerazioni di Simeone, che, per carità, vive tutta la settimana d’allenamento e proprio lui sceglie non in maniera masochistica, ma affidandosi a chi può consegnargli il risultato positivo. Riflettere, però, non sempre guasta la minestra, anzi, serve per capire e interrogarsi sul da fare....insomma, come al solito chiedere è lecito, rispondere e' cortesia. Quindi, Caro mister le chiediamo:
1) - Intanto il perche' la sua squadra abbia proposto calcio e pressione solo per 10 minuti, per poi accodarsi al ritmo blando della Fiorentina, senza più aggredire gli spazi, senza raddoppiare a centrocampo e senza ripartire in maniera letale. Atteggiamento, come dicevamo, masochistico, da parte di un Catania che, almeno nella formazione iniziale, appariva propositivo e bramoso di non concedere nulla ai viola.
2) - Mister come si fa....sai bene come siamo stati anche concordi con te sull'applicazione della linea difensiva schierata in possesso palla a 3, ma a Firenze se viene a mancare quell'intesità, di cui parlavamo sopra, allora metti tutta la squadra sotto scacco, con scelte, che ragionando sempre con i se e con i ma, lasciano tutti perplessi. Schelotto in trasferta se spinge non può rinculare anche dietro, coprendo una porzione di campo di circa settanta metri; questo ha permesso a Sinisa di allargare, come sapevamo, Mutu sul lato di Schelotto, costringendo Silvestre a diagonali furiose che sguarnivano il centro della difesa. Il tutto amplificato anche dalle condizioni e dal morale sotto i tacchi di Lodi e Carboni: una contraddizione poi schierare Lodi fuori casa in copertura su Schelotto, perche', proprio te Cholo, qualche settimana orsono, parlando di Schelotto terzino, dicevi che solo Ledesma poteva garantirti equilibrio sul lato di destra. Un non senso, consegnato anche nella ripresa, nel mettere Lodi metodista quando Carboni ha lasciato il campo per Ricchiuti: la decisione di far uscire Carboni ha aperto l'ennesima autostrada alla Fiorentina. Con la difesa a tre appare cervellotico mettere Lodi regista basso, soprattutto perche', proprio tu Cholo, col Bologna hai preferito un ammonito Ledesma, in luogo di Lodi, ad inizio ripresa davanti alla difesa ed hai rimediato, con Ledesma li, solo dopo la terza rete viola, arrivata si in fuorigioco, ma con un quattro contro due che non si sarebbe mai verificato se il mediano, Ledesma o Carboni, avesse coperto la difesa a 3.
3) - Ricchiuti non stava bene, ma la soluzione forse non era Pesce...per carità, il ragazzo si e' battuto, ma non ha garantito i giusti raddoppi ad Alvarez, ne la spinta sufficente nell'aggredire gli spazi aperti da Gomez. Lo stesso Schelotto, in trasferta, sarebbe più utile qualche metro più avanti nel suo ruolo naturale, cosi, da permettere a Bergessio di giocare sempre, e dico sempre, vicino a Lopez con la soluzione 4-4-2 e non in non possesso un ibrido attaccante esterno nel 4-3-3. Da non sottovalutare l'innesto di Terlizzi con Schelotto e Alvarez larghi, avrebbe permesso doppia copertura avendo solo Gila da controllare per vie centrali.
Insomma, caro mister, la patata è bollente, ma le soluzioni non mancano...notiamo però molta confusione, poco raziocinio e poca applicazione di schemi consolidati. In più, ogni domenica, ci sono molte e notevoli contraddizioni che lasciano tutti molto perplessi, sia sull'applicazione in campo di certe soluzioni, sia sulla scelta, gara dopo gara, di uomini in determinati ruoli. Non sempre, caro Cholo, mettere tante punte in campo risolve le gare....un attacco all'arma bianca ogni volta che il Catania va sotto, soprattutto in casa, ha permesso di rimontare gli avversari con un arrembaggio fisiologico e naturale, con la dea bendata benevola grazie al palo di Vives o al rigore sbagliato da Veloso. Le soluzioni non mancano caro mister, bisogna però trovare stabilità di pensiero e di espressione di gioco: la ricerca, insomma, di un equilibrio indispensabile per le sorti di questa compagine. Un Catania che deve usicre fuori gli attributi, gli stessi che lei ha sempre messo in campo da giocatore....bisogna aggredire senzaq aspettare...Perche’ non aspetta, ancora una volta, nemmeno la classifica, ma ci vogliono idee, stabilità, convinzione,aggressività e comunicazione. Buon lavoro mister
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| Ultimo aggiornamento Martedì 08 Marzo 2011 20:52 |






