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Personaggio della settimana…. Ezequiel Carboni PDF Stampa E-mail
News - Rassegna Stampa
Scritto da Stefano Auteri   
Mercoledì 11 Maggio 2011 10:31

Carboni3

 

Un killer assetato di sangue, un burbero vicino di casa o ancora un tetro mozzo al bancone di un’osteria, tutte queste figure che nell’immaginario collettivo rimandano a pensieri oscuri e minacciosi, sul rettangolo verde sono incarnate da un solo uomo, biondo e con gli occhi azzurri che però di principesco ha poco e niente. Il suo nome è Ezequiel Carboni e se vi trovate nei pressi del centrocampo vi conviene stare alla larga da lui perché le vostre caviglie potrebbero essere una succulenta preda per le sue fauci. Aggressivo e irruento, il vichingo è riuscito con la sua dedizione ed il suo impegno a conquistare i cuori dei tifosi rossazzurri che nei suoi tre anni di permanenza alle falde dell’Etna, raramente avevano potuto ammirare un “recupera palloni” così efficace. Dopo una vita trascorsa al Lanus (esattamente 7 anni), nel 2005 per Carboni arriva il momento di fare le valigie e di trasferirsi nel vecchio continente dove inizia a farsi conoscere con la maglia del Red Bull Salisburgo. In Austria sotto la guida tecnica di un certo Giovanni Trapattoni riesce a compiere il tanto atteso salto di qualità e a diventare il pupillo del tecnico di Cusano Milanino che lo pone all’evidenza di numerosi club italiani tra cui appunto il Catania.

 

Lo Monaco dopo qualche cassetta visionato e qualche viaggio nella città austriaca per osservare questo giocatore tanto sponsorizzato, decide di muoversi sulle sue tracce e con la solita abilità nell’estate del 2008 riesce ad accaparrarselo bruciando sul tempo squadre del calibro di Villarreal e Benfica. Un colpaccio per i colori rossazzurri, ma il primo periodo di ambientamento non è facile ed un infortunio muscolare frena il suo inserimento fra i titolari costringendolo ad osservare dalla tribuna i suoi compagni lottare in campo. Il suo esordio però non tarda ad arrivare ed avviene il 29 settembre durante l’incontro casalingo degli etnei contro l’Atalanta, concluso con la vittoria per 1-0 in favore dei padroni di casa. Da quel momento in poi il numero 5 non avrebbe più lasciato la prima squadra accumulando nella sua prima esperienza italiana 25 presenze tutte caratterizzate da grande agonismo e concentrazione. Nelle due stagioni successive la fiducia degli allenatori nei suoi confronti non è mai stata messa in discussione, eccezion fatta per un breve lasso di tempo nella scorsa stagione quando un calo di forma ne aveva limitato le prestazioni. Ezequiel è sempre stato un perno indispensabile per i vari tecnici che si sono succeduti sulla panchina rossazzurra  e la sua risposta è sempre stata di altissimo livello.

 

Un gladiatore in mezzo al campo che con il suo passo a volte scoordinato ed anti estetico, è riuscito a far innamorare il pubblico del Massimino, sempre pronto ad inneggiare il suo nome nei momenti di difficoltà. Insomma un duro che da frangiflutti nella mediana è riuscito ad essere il perfetto schermo difensivo per una difesa che in questi anni non è sempre stata all’altezza; un vecchio leone ingobbito sempre pronto a ringhiare  sull’avversario di turno e capace con i suoi interventi di entusiasmare le tribune.

 

Di certo non lo si può elogiare in egual modo per quanto riguarda la tecnica individuale e la visione di gioco. Il centrocampista argentino infatti raramente in tre anni ha provato un cambio di fronte, e ancora più sporadicamente si è avventurato oltre la propria metà campo (lo 0 sulla casella dei gol messi a segno ne è un indice), ma sicuramente ha avuto il merito di aver dato vita ad una nuovo stile di tuffi da annoverare nell’antico sport dei cascatori. Ogni qual volta Carboni è stato in possesso di palla, la specialità della casa ha riservato un graduale ingobbimento del busto, un lieve avvicinamento all’avversario, e giù per terra in un tripudio di applausi mitigati dal sonoro fischio arbitrale a sancire il fallo conquistato. Scherzi a parte, indubbiamente se Carboni avesse avuto nelle sue corde anche tiro, dribbling e visione avremmo parlato di un novello Matthaus, ma Ezequiel è concreto ed essenziale, mai sopra le righe e mai inutile, un saggio mediano vecchio stampo che dal Trap ha sicuramente rubato i trucchi del mestiere.

 

Adesso la storia d’amore tra il biondo quasi principe azzurro e la sua principessa, il Catania, è giunta alla fine poiché vista l’età ormai avanzata, il giocatore ha deciso di fare ritorno romanticamente in patria, ma siamo certi che anche dal continente sudamericano il truce Carboni avrà sempre un pensiero nostalgico nei confronti di una città che è stata il suo piccolo regno e che comunque vada gli ha regalato grandi emozioni.