| Personaggio della settimana…. Giovanni Marchese |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Stefano Auteri | |||
| Mercoledì 23 Marzo 2011 10:31 | |||
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Non sempre per essere protagonista e ottenere le luci della ribalta è necessario chiamarsi Messi, Eto’o o nel nostro piccolo Maxi Lopez e aver giocato in squadre blasonate abituate a trionfare nei propri campionati e ad incutere timore in Europa. A volte basta chiamarsi Giovanni Marchese, essere originario di Caltanissetta, e aver vissuto una carriera difficile, sballottato da Nord a Sud della penisola e aver raggiunto come massimo traguardo la promozione dalla serie B alla A. E’ proprio questo il bello del calcio; il paradosso del suo essere democratico nella disparità economica che regna tra le big e le squadre di provincia, del suo essere generoso concedendo occasioni di rivincita a chi non è stato dotato dalla natura di una tecnica sopraffina ma che ha sempre svolto il proprio dovere con massima diligenza e professionalità. Questo è il caso del terzino sinistro del Catania che dopo l’ennesima prestazione convincente ad Udine è riuscito a ritagliarsi quel po’ di gloria che con un pizzico di fortuna in più avrebbe sicuramente potuto apprezzare anche in passato. La carriera di Marchese infatti è stata da sempre costellata da alti e bassi, in un continuo sali scendi che aveva visto toccare il punto massimo della parabola in giovane età e che sembrava essere destinato ad un finale colmo di indifferenza.
Cresciuto calcisticamente nel Torino, dove si era trasferito all’età di 17 anni, il biondo terzino si è messo in luce in campo nazionale solo 3 anni dopo quando con la maglia del Treviso diventa uno degli artefici principali della promozione nella massima serie con 31 presenze ed un rendimento sempre ad altissimi livelli che gli vale anche la convocazione nell’Under-21. Un destino in discesa quindi confermato dall’interessamento nei suoi confronti da parte del Chievo che lo preleva a titolo definitivo. Clamorosamente però la fiducia da parte del tecnico Pillon viene meno ed il laterale non viene mai fatto scendere in campo inducendolo a partire a gennaio in prestito con destinazione Catania. Il primo capitolo della storia fra il terzino ed i rossazzurri è ben noto e coincide con la fantastica promozione nella massima serie. Ritornato in Veneto, Marchese gioca per due stagioni accumulando in totale venti presenze ma senza mai riuscire a spiccare il volo e così i clivensi decidono di non puntare più su di lui. Prima Bari (ancora promozione dalla B alla A), poi Salerno ed infine di nuovo il ritorno a casa, alle pendici dell’Etna dove ha inizio la sua seconda avventura in rossazzurro. La scorsa annata sembrava essere quella giusta per il laterale sinistro, ma dopo una buona partenza sono iniziate le difficoltà sia per il club, invischiato ben presto in una pericolosissima lotta per non retrocedere, sia per lo stesso giocatore che dopo pochi mesi dell’inizio del campionato ha dovuto subire un intervento al legamento crociato del ginocchio sinistro rimanendo lontano dai campi fino ad Aprile. Adesso il numero 12 è tornato a tutti gli effetti e l’infortunio muscolare di Capuano gli ha permesso di trovare un posto in pianta stabile nella formazione titolare non facendo rimpiangere assolutamente l’esterno campano. Sia nell’ultima vittoria casalinga contro la Sampdoria che nella sfortunata trasferta in Friuli, Marchese è apparso tonico e propositivo, mai impaurito dal diretto avversario e pronto a dare un supporto importante in fase offensiva con continue sovrapposizioni. Sostanza e qualità dunque abilmente mixate ad un sinistro preciso in zona cross e decisamente pericoloso quando liberato al tiro come in occasione dei due colpi al volo, uno contro i blucerchiati ed uno contro i bianconeri, terminati pochi centimetri al lato del palo.
Anche in fase difensiva Marchese si è fatto apprezzare per l’attenzione con cui ha affrontato le ripartenze dei folletti di Guidolin mai demeritando di fronte al duo Isla-Sanchez nonostante l’abilità tecnica e la fantasia dei due e cercando di arginare sempre con la massima puntualità. Unico neo della scorsa prestazione, l’ingenuità con cui ha affrontato il numero 7 cileno all’interno dell’area di rigore. In realtà è difficile stabilire se sia stato più furbo l’attaccante o più inesperto il terzino, ma il risultato ha fatto abboccare il signor Russo ed il seguente calcio di rigore ha messo la parola fine su ogni velleità etnea.
L’occasione per rifarsi di questa inutile sciocchezza però è una di quelle che non capitano spesso. Il derby contro il Palermo infatti sarà una partita da vincere a tutti i costi per rimanere vivi in chiave salvezza e soprattutto per prevalere nella solita rivalità campanilistica che accompagna questa partita e che soprattutto un “quasi catanese” come lui potrebbe vivere a pieno e sfogando, magari con un sinistro “alla Llama”, tutta la gioia di una stagione da incorniciare.
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| Ultimo aggiornamento Mercoledì 23 Marzo 2011 19:09 |






