| Personaggio della settimana… Ciro Capuano |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Stefano Auteri | |||
| Giovedì 26 Maggio 2011 10:21 | |||
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Se ogni tanto dagli spalti del Massimino avete sentito urlare con veemenza e disperazione: “Ciro, Ciro!!”, non preoccupatevi immaginando di avere accanto una Sandra Milo versione rossazzurro dedita a chiamare il figlio, ma piuttosto siate certi che l’incitamento, o il richiamo (dipende dalle occasioni), proviene dalla panchina etnea ed è indirizzato all’esterno sinistro napoletano, Ciro (appunto) Capuano. E già perché di urla in questi due splendidi anni a Catania, Capuano ne ha già udite molte, nella maggior parte dei casi di gioia, di affetto, ma in altre occasioni anche di rabbia per qualche iniziativa fuori luogo dettata dal suo grande agonismo. Napoletano verace infatti il numero 33 è capace di infiammarsi in un solo istante ed aizzare la folla in un tripudio generale, ma talvolta qualche suo svarione in fase difensiva è costato caro ed è stata sicuramente la causa che non gli ha permesso di compiere quella grande carriera che tutti si aspettavano. Cresciuto nelle giovanili del Sant’Anastasia, appena maggiorenne viene prelevato dall’Empoli che dopo un’annata senza lasciare il segno, decide di cederlo al Pisa.
In maglio nerazzurra affina le sue qualità e compie un lungo percorso durato addirittura quattro anni, con apice massimo, la finale per i play off del 2002/03, persa contro l’Albinoleffe. Le ottime prestazioni inanellate durante tutta la stagione lo portano anche ad ottenere la convocazione nell’Under-21 dove però disputerà solamente una partita. La strada sembra ormai in discesa ed il futuro per il terzino sinistro diventa sempre più roseo quando nell’estate del 2004 passa al Bologna nella massima serie. Purtroppo per lui però la prima stagione in rossoblu non lo vede protagonista, e sono maggiori le volte in cui si deve accomodare in panchina rispetto a quelle che lo vedono scorazzare sulla fascia. Alla fine del campionato gli emiliani non riescono a centrare la salvezza e per Capuano si prospetta un brusco ritorno nella cadetteria. Qui per l’ennesima volta si mette in evidenza, occupando stabilmente il posto da titolare anche se la squadra non riesce a centrare la promozione. Il ritorno nella serie maggiore però per il napoletano arriva lo stesso grazie all’interessamento nei suoi confronti del Palermo che lo preleverà in vista della stagione 2006/07. Questo doveva essere il treno da sfruttare per poter compiere il grande salto ed ambire a palcoscenici ancora più blasonati, però, dopo un primo anno caratterizzato da ottime prestazioni, all’inizio della seconda stagione rimedia un brutto infortunio al braccio che lo perseguiterà fino a febbraio quando sarà costretto ad operarsi e a considerare archiviato il resto dell’annata.
Il rientro non è dei più facili, e Ciro vede raramente il campo chiuso com’è da Balzaretti. Dopo una sola partita disputata a novembre, la società ed il giocatore, di comune accordo, decidono di porre fine al loro rapporto e ad approfittarne è il Catania con il direttore Lo Monaco pronto ad acquistarlo in prestito con diritto di riscatto. In quella stagione infatti i rossazzurri avevano manifestato più di una volta una carenza sulle corsie di difesa dove Sabato, Sardo e Silvestri si erano raramente mostrati all’altezza. Ecco perché l’arrivo in concomitanza di Capuano a sinistra e Potenza a destra, aveva riempito di entusiasmo il popolo etneo consapevole di avere rinforzato il proprio pacchetto arretrato e pronto ad assistere alle sgroppate del puledro campano. Già nei primi allenamenti si capisce subito che l’inserimento di Capuano non sarebbe stato graduale ma che, al contrario, mister Zenga l’avrebbe subito gettato nella mischia considerandolo già all’altezza di una maglia da titolare. Ed il portierone ex Inter non si sbagliava. Le prime uscite del laterale sono di grande spessore e la sua rinascita sportiva e consacrazione nei cuori rossazzurri, arriva appena un mese dopo il suo arrivo, il 22 febbraio, quando con un sinistro “alla Vargas” mette a segno il gol dell’uno a zero nell’importante sfida salvezza contro la Reggina, risultato poi messo al sicuro guarda caso da Potenza. Le soddisfazioni per il giocatore però non finiscono qui perché nella gara successiva, al Barbera contro il Palermo, consuma la sua vendetta registrando una prestazione da incorniciare nella clamorosa vittoria per 0-4.
La stagione si chiude con una tranquilla salvezza e la dirigenza etnea non ha dubbi sul riconfermare il difensore che a giugno viene puntualmente riscattato per 3 milioni di euro. Le ultime due stagioni, sono storia recente e la figura di Capuano ha rappresentato sempre un punto fermo su cui impostare le strategie sia offensive che difensive vista la sua propensione alla corsa ed al dinamismo aiutata da un fisico straripante e da un sinistro preciso. Proprio con il suo mancino, quest’anno è riuscito a regalare un’altra soddisfazione straordinaria al popolo rossazzurro, quando con un sinistro da 25 metri ha trafitto inesorabilmente Abbiati in quel di San Siro, siglando la rete del vantaggio nella partita poi conclusasi 1-1. Insomma un uomo dalle emozioni forti che in tre anni, nonostante qualche disattenzione difensiva e qualche diagonale errata, è stato sempre capace di regalare grandi sussulti al suo pubblico e di dimostrare un attaccamento alla maglia che lo porterà con ogni probabilità a concludere la carriera alle pendici dell’Etna, in quella che per lui è diventata una seconda casa.
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