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Personaggio della settimana… Marco Biagianti PDF Stampa E-mail
News - Rassegna Stampa
Scritto da Stefano Auteri   
Giovedì 19 Maggio 2011 09:22

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Quando si parla di mercato rossazzurro e dell’abilità del direttore Pietro Lo Monaco nello scoprire giovani talenti pronti per spiccare il volo, il riferimento per forza di cose va a concentrarsi sui numerosi acquisti di giocatori sudamericani, per lo più argentini, capaci di sfondare facilmente nel campionato italiano. Per fare qualche esempio basti pensare a Vargas e Martinez, due talenti arrivati a Catania in uno stato grezzo e poi raffinati dall’esperienza consumata alle falde dell’Etna e divenuti delle star di primo livello da cedere a club del calibro di Fiorentina e Juventus per cifre astronomiche. Ma c’è un giocatore che si è ormai consacrato nell’olimpo rossazzurro, che rappresenta l’unica eccezione rispetto al sempreverde mercato argentino, poiché è un italiano purosangue, cresciuto in terra toscana e divenuto uomo ai piedi del Vulcano, una sicurezza per il popolo catanese ed un leader all’interno dello spogliatoio: Marco Biagianti. 105 partite con la casacca del Catania piene di sudore, grinta ed intelligenza tattica, tutte qualità che il centrocampista portava dentro di sé, in dote, sin da giovanissimo quando nelle giovanili della Fiorentina aveva mosso i primi passi sui campi da gioco.

 

Come spesso capita ai ragazzi delle primavere dei club italiani, però, lo spazio per lui in prima squadra non è mai arrivato e così ad appena 19 anni Marco inizia a girare per l’Italia fermandosi prima a Fano (dove colleziona 30 presenze) e poi a Chieti nell’allora Serie C1 in un’annata assolutamente negativa per la squadra abruzzese che non riesce a rispettare le attese, ma dove comunque nelle 27 partite disputate mette a segno il suo primo gol da professionista. Dall’estate del 2005 tenta l’avventura alla Pro Vasto, in C2, ma dopo aver sfiorato la promozione venendo sconfitto durante i play off dal Rende, l’anno successivo incappa nel suo primo infortunio grave che comunque non gli impedisce di esprimersi egregiamente nella prima metà della stagione. Viste le ottime prestazioni e la buona condizione fisica ritrovata, nel mercato invernale sembra tutto pronto per un salto di categoria con il trasferimento al Manfredonia, ma invece all’improvviso ecco la zampata di Lo Monaco che decide di venire allo scoperto e provare il colpaccio portandolo a Catania dove avrebbe potuto dimostrare a pieno il proprio valore. Una mossa geniale, da vero talent scout, potremmo dire a posteriori, ma che all’epoca fu considerata una spesa inutile, di secondo piano per uno dei tanti giovani che probabilmente non ce l’avrebbero mai fatta. Ma la tenacia di Biagianti si intuisce sin da subito e mister Marino decide di farlo debuttare ad Aprile nella gara interna contro la Roma (0-2), nel momento più buio di una stagione che vede i rossazzurri precipitare pericolosamente in classifica. Nonostante la sconfitta però il centrocampista sembra essere una delle poche note positive vista la sua combattività e la sua poca riverenza nei confronti di un avversario decisamente più blasonato. Per rivederlo in campo passa poco più di un mese, ed è esattamente il 27 maggio, data storica per la formazione etnea poiché coincide con lo spareggio salvezza contro il Chievo vinto nettamente con il risultato di 2-0. In quell’occasione il numero 27 zittisce definitivamente qualsiasi scettico mettendo in piedi una partita perfetta in cui mixa magnificamente la fase difensiva con quella offensiva in un continuo sali e scendi in cui mostra tutta la sua grande personalità. Questo match rappresenta l’inizio dell’ascesa del fiorentino già considerato dai più il perno fisso su cui fondare il centrocampo della stagione successiva.

 

Di questo stesso avviso è anche Silvio Baldini neo arrivato sulla panchina catanese, ma subito convinto di poter contare sul giovane mediano che accanto a Baiocco avrebbe potuto compiere quel salto di qualità ormai imminente. Alla fine dell’annata, con la successione alla guida tecnica da parte di Walter Zenga, le apparizioni di Biagianti saranno ben 18. Il portierone ex Inter decide di affidarsi a lui anche nell’annata successiva quando diventa uno degli insostituibili saltando appena quattro partite. Un’ascesa incontenibile dunque, frutto di doti tecniche sempre più affinate e temperamento da gladiatore che viene a galla nel 2009 quando con Atzori mette a segno il suo primo gol in rossazzurro contro il Parma al Tardini, e poi con Mihajlovic nel momento in cui prende in mano la squadra in un’epica rimonta costellata da prestazioni esaltanti e da altri due gol che ne sanciscono anche la prima convocazione in nazionale.

 

Un anno splendido, giusta ricompensa per l’abnegazione di un professionista serio, perfetto preambolo per l’apoteosi della stagione successiva. E invece no. Un’estate tribolata con le costanti voci di un suo passaggio al Palermo e una prima parte di campionato altalenante frenano la scalata alla vetta di Biagianti, fermato poi definitivamente da un infortunio apparentemente di poco conto ma che in realtà lo ha tenuto lontano dal rettangolo verde fino a due settimane fa. Contro la Roma, Marco è apparso completamente guarito e pronto ad esprimersi ai livelli a lui consoni, accanto a lui qualunque altro giocatore è sembrato esprimersi al meglio, più sicuro e consapevole di avere accanto a sé un giocatore di un livello superiore. L’ultimo passo dell’avventura rossazzurra di Biagianti adesso coincide con la nomina di capitano che con ogni probabilità giungerà nel caso in cui Silvestre dovesse lasciare il club. Un giusto premio per chi, nel suo piccolo, ha fatto la storia della società e che speriamo possa ancora scrivere pagine colme di gioia.