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Personaggio della settimana… Pablo Alvarez PDF Stampa E-mail
News - Rassegna Stampa
Scritto da Stefano Auteri   
Mercoledì 20 Aprile 2011 17:32

Alvarez4

 

Un uomo di fascia e di sacrificio, grintoso e caparbio come pochi, capace in questi anni di fermare chiunque tentasse di insediarsi su quella che per lui è una seconda casa, la corsia di destra del Massimino. Il suo nome è Pablo Sebastiàn Alvarez Valeira, meglio noto come Alvarez o Brigantoni se volete (vista la sua somiglianza con il cantante), imperatore incontrastato del regno della fascia e ultimo baluardo ad arrendersi di fronte agli avversari.

 

La storia di Alvarez alle pendici dell’Etna però non è sempre stata tutta rose e fiori e nonostante l’amore attuale verso città e tifosi, l’approccio iniziale al suo arrivo non fu dei migliori. Cresciuto in Argentina nelle gloriose giovanili prima dell’Argentinos Juniors e poi del Boca, Pablo si mette in mostra in numerose occasioni fino a quando nel 2003 non viene promosso in prima squadra. Il salto non è facile e nella prima stagione il terzino colleziona appena 4 presenze. L’annata successiva invece lo vede partire subito da protagonista, un giovane desideroso di mettersi in mostra e che con le sue 15 apparizioni sarà uno dei protagonisti nella conquista della Copa Sudamericana. La definitiva consacrazione per lui avviene col passaggio all’Estudiantes. Qui Alvarez riesce ad ambientarsi subito perfettamente e nel 2006 sotto la guida proprio del Cholo Simeone conquista il Torneo d’Apertura. Il suo dinamismo e la sua capacità sia in fase difensiva che in quella offensiva lo rendono uno dei pezzi pregiati del mercato argentino e Lo Monaco cerca di portarlo in Sicilia ripetutamente finché il tanto anelato “sì” arriva nel gennaio del 2008 quando Alvarez sbarca a Catania insieme al connazionale Silvestre. A differenza di quest’ultimo però il trzino non riesce mai a convincere del tutto e viene mandato in campo appena sei volte.

 

Capitolo rimandato dunque alla stagione successiva, ed invece anche il campionato 2009/10 vede raramente Alvarez scendere in campo a causa di visioni divergenti con l’allora tecnico Zenga che lo relega ai margini della rosa. Durante le vacanze invernali Alvarez non è intenzionato a fare ritorno in Sicilia e così la dirigenza etnea decide di farlo rimanere in Sudamerica cedendolo in prestito con diritto di riscatto in favore del Rosario Central. Nonostante un positivo finale di stagione però gli argentini decidono di non puntare più su di lui che così fa il suo ritorno in Italia. Tutti pensano ad una meta di passaggio con i rossazzurri pronti a fare cassa tramite una sua cessione, ed invece la sua seconda esperienza alla corte del presidente Pulvirenti risulta decisamente più positiva della precedente. Dopo un periodo di “riambientamento” sotto la guida di Gianluca Atzori, il numero 22 rossazzurro diventa titolare inamovibile quando sulla panchina si siede Sinisa Mihajlovic che inizia ad utilizzarlo stabilmente come esterno destro nella difesa a quattro. Il rendimento di Alvarez rimane decisamente alto per tutto il resto della stagione con prestazioni che lasciano a bocca aperta tifosi e addetti ai lavori increduli di fronte alla metamorfosi di un giocatore che appena un anno prima si limitava unicamente a scaldare la poltrona della tribuna. Aggressività e tenacia sono state le caratteristiche principali messe in mostra dal laterale che tra le mura amiche è riuscito ad arginare stelle del calibro di Eto’o e Ronaldinho mettendo in mostra un ferocia sportiva inaudita.

 

Dopo l’exploit della passata stagione, quest’anno Pablo è partito con il freno a mano tirato, affaticato probabilmente dall’immane sforzo fisico e condizionato da qualche problemino atletico che ne ha rallentato la preparazione. Dopo però un periodo buio culminato nella disastrosa prestazione del Dall’Ara contro il Bologna, in cui un’espulsione rimediata ingenuamente aveva lasciato i suoi in balia degli avversari, il numero 22 sembra essersi ripreso pienamente riuscendo ad inanellare prestazioni convincenti che gli hanno permesso di riacquistare la condizione fisica ma soprattutto mentale utile per poter contribuire al raggiungimento della tanto sperata salvezza.

 

Un punto fermo per la rosa del Catania su cui fare affidamento nei momenti di difficoltà consapevoli che lui sarà sempre pronto a rincorrere l’avversario e sarà sempre l’ultimo a gettare le armi, perché nonostante tutto la fascia destra sarà sempre il suo regno e fare razzie nella sua terra sarà arduo per chiunque.





Ultimo aggiornamento Mercoledì 20 Aprile 2011 17:37