| Picchi-ati e sconfitti |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Attilio Scuderi | |||
| Venerdì 23 Aprile 2010 12:47 | |||
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CHE BARBA, CHE NOIA Timido e poco cattivo. Questi i due aggettivi con cui si può definire il Catania nel primo tempo contro un Livorno ben messo ma senza un briciolo di motivazioni abbandonato a se stesso anche dal proprio pubblico. Il Catania si adegua insomma al ritmo anche blando della formazione amaranto e a nulla servono le grida di Mihajlovic per svegliare i suoi ragazzi. Gli etnei sanno il fatto loro ed amministrano la gara ma non mettono quella cattiveria caratteristica peculiare che ha permesso la rimonta verso la salvezza al team di Mihajlovic. Lo specchio di tutto è incarnato dalla gara di Ricchiuti immagine e somiglianza della sua squadra nei primi quarantacinque minuti. Proprio Ricchiuti ha la palla più ghiotta del match, ma davanti a De Lucia calcia male sprecando il vantaggio. Ricchiuti è l’anima assieme ad un sontuoso Biagianti: loro due guidano i compagni ma non riescono a fare male alla retroguardia livornese nonostante le continue verticalizzazioni verso Lopez per aprire le maglie della difesa degli uomini di Ruotolo. Non soffre insomma il Catania e come dicevamo si adegua al silenzio totale dello stadio. Il 4-3-3 funziona soprattutto in fase di non possesso ma in fase di spinta Izco e Mascara non riescono mai ad accelerare e a saltare l’uomo permettendo gioco facile ai difensori amaranto. Solo Ricchiuti prova ad accendere Lopez voglioso ma poco servito. Il Livorno da par suo gioca e fa giocare, prova anche ad impensierire Andujar e solo Bergvold chiama il portiere argentino all’intervento sul secondo palo per sventare la rete perché Lucarelli viene lenito da un Silvestre perfetto in marcatura. Primo tempo che scivola via senza sussulti ed anche le scorribande di Capuano si perdono senza esito per la scarsa precisione nei traversoni dell’esterno napoletano che butta al vento la possibilità di sfruttare il gioco aereo di Lopez o Del Vecchio.
SOLITO INIZIO DI RIPRESA Ancora una volta la band di Mihajlovic non entra con la concetrazione giusta ad inizio ripresa. Era successo a Milano, vedi gol di Seedorf, ed era ccaduto anche domenica scorsa in occasione del pari di Maccarrone. Anche a Livorno gli etnei rientrano assonati forse intorpiditi dal sole e dalla lentezza della gara e in contropiede Capuano atterrava in area Di Gennaro con Pierpaoli con l’ausilio del guardalinee pronto a fischiare il penalty e susseguente giallo che sommato a quello del primo tempo consegnava il rosso a Capuano lasciando il Catania in dieci uomini. Beffa completata da Lucarelli che spiazzava Andujar portando in vantaggio clamorosamente il Livorno. Catania in bambola e Mihajlovic furioso in panchina ad urlare la sua rabbia ai danni della sua squadra addormentata e poco incisiva e concentrata.
CATANIA SBANDATO E UMILIATO Non trova il bandolo della matassa la formazione rossazzurra che esce fuori strada sbandando in ogni parte del campo nonostante il cambio Ricchiuti-Potenza. Il Livorno prende fiducia e continua ad attaccare mettendo alle corde gli etnei che deragliano al 15’ con il raddoppio di Bellucci dopo il palo clamoroso di Raimondi. Non esiste più la formazione di Mihajlovic col tecnico del Catania che prova a svegliare i suoi anche con l’inserimento di Morimoto in luogo di Del Vecchio. Ma le praterie sono colossali e la difesa etnea continua a sbandare e subire gli attacchi o le ripartenze di Lucarelli e compagni. Tutti sulle gambe gli uomini del presidente Pulvirenti che mentalmente lasciano il campo consegnando la possibilità del tris a Bergvold che batte ancora una volta Andujar mettendo il sigillo sulla gara grazie al 3-0.
Senza giustificazioni il comportamento della formazione catanese, un non senso che non si spiega, una mancanza totale di concentrazione e applicazione. Una frustata mentale consegnata da una squadra come il Livorno alla frutta senza un obiettivo, ma capace di prendersi l’unica soddisfazione forse del girone di ritorno e di questo campionato. Solo Lopez si prende la sua soddisfazione eprsonale realizzando la rete della bandiera alla sua maniera prendendosi ancora una volta la copertina con un eurogol pazzesc: De Lucia respinge la punizione di Silvestre e lui in stile Holy e Benji tira fuori una sforbiciata pazzesca dal limite dell'area che si stampa sul palo per poi carambolare in rete.
Il Catania sbaglia insomma il terzo match point, ma è la prima volta che Mihajlovic perde mentalmente e dal punto di vista del carattere la sua squadra. Irriconoscibile il Catania…può capitare per carità dopo una rincorsa fatta da venti partite giocate nel migliore dei modi che hanno materializzato una quasi salvezza… Quasi ecco la parola giusta perché oggi si ringrazia l’Inter con l’Atalanta meno male fermata a quota 34. Solo sei lunghezze e domenica al Massimino arriva la Juventus che fino alla fine inseguirà il sogno Champions. Ci vorrà un altro Catania, il Catania di Mihajlovic e non quello brutto, svogliato e passivo visto oggi all’Ardenza perché sarebbe un suicidio abbassare la guardia… Non si può! Non si deve! Non cosi…
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| Ultimo aggiornamento Domenica 25 Aprile 2010 16:16 |





Sgambettati proprio nel momento decisivo e ancora nella ripresa dove nuovamente il Catania butta al vento anche quel punticino che avrebbe fatto classifica. La band di Mihajlovic però stavolta perde per la quinta volta sotto la gestione del tecnico serbo ma per la prima volta lo fa senza mordente e senza carattere...senza mai reagire senza un briciolo di voglia o di concentrazione. L'unica perla della giornata è rappresentata ancora da Lopez che realizza il gol della bandiera da stropicciarsi gli occhi regalando l'ennesima copertina al suo straordinario campionato