| Potenza mette i puntini sulle i |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Daniele Di Frangia | |||
| Giovedì 09 Dicembre 2010 18:03 | |||
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Quattro giorni dopo Catania-Juventus tocca ad Alessandro Potenza esprimere il suo stato d’animo riguardo la partita e il momento rossazzurro. Il terzino foggiano non le ha certo mandate a dire. Molto chiaro il suo punto di vista riguardo il campionato del Catania e soprattutto l’ambiente che circonda i rossazzurri. Il numero 2 etneo ha corretto il tiro riguardo le dichiarazioni post match ma non ha nascosto la delusione su alcune critiche dei tifosi. Con la solita sincerità ed un pizzico di amarezza.
Un bilancio? “Le prestazioni della squadra sono state molto buone, normale che guardando un po’ le partite con Palermo e Juve siamo tornati a casa senza punti pur disputando buone prestazioni ma è evidente ci siano stati degli errori perché in due partite abbiamo subito sei gol. Il momento della squadra è buono ma c’è sempre da lavorare. A livello personale sto molto bene fisicamente, quella è la cosa più importante. Errori madornali non ne sono stati fatti a parte l’assist che ho fatto a Maccarone a Palermo però per il resto penso che l’affidabilità nella fase difensiva ci sia sempre stata. Nelle ultime partite ci sono stati degli errori individuali ma anche i grandi campioni li fanno. A noi quello che interessa è il concetto della fase difensiva e che si lavori tutti insieme.”
“Penso di essere arrivato in un momento della mia carriera in cui ho raggiunto la maturità come giocatore e come uomo. In questo momento penso di parlare più da uomo che da giocatore. Forse a caldo ero un po’ nervoso e quindi non ho espresso bene il mio concetto domenica. Il mio pensiero non era assolutamente contro l’allenatore perché a questo allenatore devo più di altri. Andando fuori, vivendo la città si sentono un po’ di mugugni nonostante i 18 punti. La sensazione è che la gente non sia felice o contenta per quello che è il Catania oggi. Non per i punti che ha fatto perché è evidente che siamo a 6 punti dalla zona salvezza che è il nostro obiettivo. Però c’è questo d’animo dell’ambiente Catania, soprattutto tifosi, che non è costruttivo anzi è distruttivo. Si può dire che la squadra gioca bene o male ma personalmente mi interessa che la squadra faccia un ottimo campionato e questo lo puoi fare coi punti. Era più un discorso razionale. Ci vuole tranquillità e serenità. Fino a domenica quello che ci aveva contraddistinto era l’equilibrio. Io da difensore ho notato che domenica abbiamo subito più tiri delle altre 14 giornate. Questa è una cosa che mi dà rabbia perché per cinque mesi si è lavorato su alcuni concetti, su un modo di giocare e magari abbiamo secondo alcuni giocato male tornando a casa coi punti. Penso al Bari. Ce la siamo giocata a viso aperto con la Juve in maniera presuntuosa perché è quello che vuole la gente ma siamo tornati a casa con zero punti. In più a fine partita, dopo che abbiamo dato il massimo, siamo stati fischiati. Bisognerebbe fare un esame di coscienza tutti perché non è un atteggiamento costruttivo.”
“Personalmente non mi piace fare i conti in classifica. Guardo solo al fatto che ad oggi non c’è stata una partita dove il Catania non potesse vincere. L’unica forse è stata a Roma contro la Lazio perché se il primo tempo fosse finito 1-0 noi la partita l’avremmo vinta. Guardando il calendario vedendo le ultime due partite d’andata ci sono Roma ed Inter a me non spaventa assolutamente.”
“Nel derby ero molto nervoso, forse per la prima volta nella mia carriera ho capito cos’è un derby. Poi ripensando alla Juve ci si rende conto che un giocatore cerca di esaltarsi in quelle partite e anche lì la rabbia viene dal fatto che qualora la partita fosse finita 5-1 nessuno avrebbe detto niente perché hanno avuto occasioni da gol. Da lì la mia provocazione di riuscire a trovare equilibrio perché se le partite le tieni fino al 90esimo ci può stare una giocata, qualcosa che può far cambiare il risultato. Quando andiamo a giocare fuori casa sentiamo i tifosi avversari che incitano la loro squadra. Non che i nostri tifosi non lo facciano ma lo fanno quando la squadra sta vincendo. Per me bisogna farlo anche quando la squadra è in difficoltà. Per me l’equilibrio è la cosa principale in questo momento. Se la gente vuole bene al Calcio Catania e pensa al futuro di questa squadra, dovrebbe avere un atteggiamento diverso, aiutare questa squadra. Noi vogliamo l’apporto della gente di Catania.”
“Il mio rapporto con l’allenatore è ottimo, sa qual è il mio pensiero. A volte nella mia vita ho sbagliato nella mia istintività ma ci puoi pensare tutte le volte che vuoi, se sei così non ci puoi fare niente. La squadra ha un gran carattere ma bisogna rendersi conto che si fa sempre il massimo per portare a casa i risultati.”
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