| Prima Malta, poi l’Europa? |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Stefano Auteri | |||
| Venerdì 30 Dicembre 2011 11:46 | |||
Il Catania di Vincenzo Montella si appresta a scendere in campo stasera in occasione del quadrangolare di Malta per l’ultimo appuntamento di un 2011 sfavillante che ha visto nel passaggio da Simeone al tecnico campano l’ennesimo salto di qualità per una squadra destinata ancora a migliorarsi. Ecco perché se il ritiro invernale in stile ‘big’ (accontentiamoci di Malta, in futuro toccherà a Dubai) proietta il Catania in una dimensione internazionale, a far sognare l’Europa ci pensa anche la classifica con i 22 punti messi in cascina in un girone d’andata quasi perfetto, che potrebbe ancora riservare altre soddisfazioni nelle ultime tre sfide contro Bologna, Roma ed Udinese. Dopo sei anni nella massima serie,infatti, la squadra etnea sembra essere pronta a cambiare volto, trasformandosi da cenerentola di turno, costretta a salvarsi puntualmente per il rotto della cuffia, a vera corazzata con tutti i requisiti per insediarsi stabilmente nei piani alti della classifica. Se da un lato gli scettici vedono ancora il Catania come la squadra incompleta, forse troppo zeppa di argentini ed ancora intrisa di mentalità provinciale, sono invece in tanti a considerare l’undici di Montella una formazione matura che fa del gioco e della tecnica le sue armi migliori, andando a disputare la propria partita su qualunque campo.
Tre infatti sono gli elementi che infiammano i sogni europei dei tifosi etnei. In primis la sicurezza dei propri mezzi e la solidità mentale dimostrata dalla squadra che, eccezion fatta per qualche errore di troppo in fase arretrata, ha messo in campo dinamismo e grande personalità imponendo su ogni campo un possesso palla disarmante, rendendola una delle poche squadre della Serie A capace realmente di ‘giocare a calcio’. I 34’ minuti di possesso palla messi a referto contro il Parma, infatti, sono solo l’ennesimo dato che conferma la bontà del lavoro di Montella, abile nell’inculcare nella testa dei suoi ragazzi l’imperativo di non buttare mai via il pallone, affidandosi alla tecnica dei suoi interpreti (su tutti Lodi ed Almiron), elemento che inevitabilmente ha contribuito ad aumentare la fiducia all’interno dello spogliatoio. Altro aspetto da tenere in considerazione è il ‘paradosso del Massimino'. Fino alla scorsa stagione, infatti, le salvezze della formazione etnea erano arrivate proprio nell’impianto casalingo, dove qualunque squadra veniva intimorita grazie al calore della splendida cornice di pubblico, adesso invece il miglior Catania probabilmente è stato quello ammirato proprio lontano dal catino rossazzurro, incontrando invece grosse difficoltà proprio in alcune sfide interne sulla carta abbordabili (vedi Chievo e Cagliari). 14 punti in casa ed 8 in trasferta, un ruolino decisamente più equilibrato rispetto agli anni passati, ed il merito è da attribuire alla campagna acquisti del direttore Lo Monaco, abile nell’affidarsi ad uomini d’esperienza come Legrottaglie ed Almiron, utili per quanto riguarda proprio l’approccio alle sfide in trasferta, fino a quest’anno vero tabù per gli etnei. Infine ultimo elemento da non sottovalutare per quanto riguarda il cammino verso l’Europa, è la diversa dimensione acquistata dalla squadra sotto il punto di vista degli obiettivi. Lo stesso presidente Pulvirenti ad inizio anno aveva alzato l’asticella parlando di ‘obiettivo 50 punti’, ed i ragazzi in campo sembrano avergli dato ragione, dimostrando di non essere più una squadra traballante sempre in bilico verso la zona bassa della classifica, ma al contrario imponendosi con disarmante abilità tanto da far pensare sin da adesso, con i dovuti scongiuri, ad una salvezza tranquilla da ottenere con diverse giornate di anticipo.
E allora, alla luce di tutti queste note positive, cosa separa ancora il Catania dalle competizioni europee? In realtà nulla. Organico, dirigenza e tecnico sono di altissimo livello e rappresentano una garanzia in ottica futura, ed inoltre la costruzione del centro sportivo di ‘Torre del Grifo’ è solo l’ultimo tassello in questa corsa all’internazionalizzazione del club, la cui immagine ha subito un’incredibile ascesa anche oltre i confini nazionali. Poco importa allora se ancora in Italia c’è chi non si ricorda la formazione etnea (vedi qualche giornalista di Sky), o se qualche testata snobba gli errori arbitrali subiti da Lodi e compagni, la realtà rossazzurra ormai si è distaccata da quella dimensione provinciale che le causava un naturale appagamento dopo ogni risultato positivo, e adesso la fame di risultati sembra aver preso pienamente il sopravvento. Ora non resta che capire se sarà quest’anno a regalare un piazzamento di lusso che potrà aprire le porte delle competizioni continentali, oppure si dovrà aspettare ancora un’altra stagione, ma la cosa certa è che il sogno è vicino a diventare realtà, l’Europa è ad un passo ed il Catania è pronto a prendersela
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| Ultimo aggiornamento Venerdì 30 Dicembre 2011 11:59 |





