| Editoriale: Questione di dettagli |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Daniele Di Frangia | |||
| Giovedì 23 Settembre 2010 00:08 | |||
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Una vittoria convincente. È questa la sensazione che si è avuta dopo aver visto i novanta minuti di Catania-Cesena, partita decisamente non facile ma resa meno complicata dal lavoro di Giampaolo e dei suoi uomini che hanno sfidato i romagnoli contrastandoli nei loro punti forti e smascherando quelli deboli.
Annunciato il 4-1-4-1 fortificato da San Siro, restava da capire gli interpreti. Ebbene con stupore si prendeva atto della scelta di Giampaolo di far respirare Ricchiuti e provare dal primo minuto el Papu Gomez. Rispetto all’ex Rimini però Alejandro partiva dalla fascia destra e fondamentalmente mai la lasciava andando spesso ad aiutare il buon Potenza dietro e costringendo il samurai Nagatomo a non spingere troppo. L’altra mossa a sorpresa era l’inserimento di Pablito Ledesma per Izco con Biagianti spostato a mezzala e l’ormai inamovibile Carboni con l’elmetto a proteggere la difesa. Squadra dunque molto equilibrata con i singoli movimenti dei soggetti studiati minuziosamente. Ed infatti il Catania teneva si il pallino del gioco ma senza sbilanciarsi mai e soprattutto senza mai concedere spazi alle ali cesenati. I temibilissimi Schelotto e Giaccherini venivano sempre costretti a dialogare coi compagni e non trovavano mai possibilità di costruzioni di palle gol. Lo stesso Bogdani veniva imbrigliato nella matassa argentina formata da Silvestre, Spolli e Carboni. Se l’attacco risultava sterile e piatto, il centrocampo non se la passava certo meglio. Annullato completamente il talentuoso Parolo da un Ledesma in stato di grazia, toccava al regista Colucci ex fischiatissimo il compito di cercare varchi ma senza trovarli. Bloccata la macchina Cesena il Catania poteva cominciare a pensare a far male alla capolista. Qualche spunto interessante di Gomez (questo ragazzo ha talento da vendere), un colpo di testa di Lopez ma soprattutto una caratteristica sfruttata al massimo: le palle inattive. È stata questa l’arma in più del Catania questa sera. Si dice che dalle palle inattive nascano quasi il 70 % delle reti del calcio moderno. Ebbene mai come questa sera questa regola è stata legge. Il Catania ha costruito un gol ed almeno tre occasioni ghiotte su palla inattiva. Decisive diventavano dunque le torri rossazzurre Silvestre, Spolli e Maxi Lopez ma il tutto passando dai piedini fatati di Peppe Mascara che pennellava ad arte per la firma dei compagni.
Nella ripresa si è vista ancora una volta la capacità di gestire il match da parte di Giampaolo e i suoi. Il ritorno (più presunto che concreto) degli avversari, il restare uniti e compatti anche nei momenti di (poca) difficoltà e soprattutto quella fredda e spietata caratteristica di chiudere il match quando ancora il cronometro deve girare e tanto. Una squadra che studia da grande, che forse non lo è ancora ma che potrebbe diventarlo pur non sapendolo perché a guardare la classifica oggi potrebbe girare la testa ed è per questo che nessuno deve sbirciarla. Bisogna subito pensare a domenica alla gara col Bologna. La squadra ha morale e anche gamba. Marco Giampaolo dopo la gara col Parma aveva preso ad esempio il Cesena come modello di collettivo. Ebbene nelle due partite successive ha strappato un pareggio a San Siro e battuto proprio quel Cesena col fatidico collettivo. La strada intrapresa è quella giusta, credeteci.
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| Ultimo aggiornamento Giovedì 23 Settembre 2010 00:23 |






