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Ricchiuti: “Giampaolo non mi vedeva” PDF Stampa E-mail
News - Rassegna Stampa
Scritto da Daniele Di Frangia   
Mercoledì 26 Gennaio 2011 19:32

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Lo abbiamo già definito tempo fa “sette vite” per la sua capacità di cadere e rialzarsi sempre e comunque. E anche in questo gennaio la storia si ripete. Ad un passo dalla cessione definitiva, Adrian Ricchiuti ha ritrovato linfa e spinta per rimettersi in gioco. Il cambio di allenatore ha influito naturalmente sulla questione risolvendo forse l’annata dell’italo-argentino che con molta schiettezza si è concesso ai microfoni della stampa.

 

“Ho sempre detto che giocare in Serie A è la cosa più importante, io mi sono sempre impegnato, si vede che l’allenatore di prima non mi vedeva o qualcos’altro però io ho sempre dato il massimo e mi dispiace perché non è una bella cosa che ogni anno Ricchiuti deve andare via a gennaio perché vuol dire che c’è qualcosa che non quadra. Ancora manca qualche giorno alla fine del mercato però sentirmi dire dalla società che sono fuori dal mercato per me è un grande successo.”

 

“Simeone almeno è stato chiaro perché mi ha detto che conta su di me e mi ha dato una grande forza, è importante, io spero di rimanere qua e dare una mano alla squadra.”

 

Il Milan? “È uno squadrone però credo che il Catania abbia le possibilità per fare un’ottima partita, dobbiamo affrontarla nel migliore dei modi come abbiamo fatto sabato perché anche sabato secondo me l’ha affrontata bene fino al gol loro. Venderemo cara la pelle. Spero di segnare, è parecchio che non lo faccio.”

 

“Il modo di lavorare è diverso. Con mister Simeone andiamo a prenderli più su, andiamo alla ricerca di conquistare la palla e poi giochiamo in modo diverso. Giochiamo con un modulo diverso e non con uomini diversi. Con Giampaolo si aspettava più l’avversario.”

 

“Il mister a Parma mi ha fatto giocare come seconda punta, decide lui. Se gioco o non gioco non ha importanza, l’importante è essere chiari. Dobbiamo fare più dei sessanta minuti di Parma, stessa voglia e stesso gioco.”

 

“Quando non si gioca da un pochino si fa più fatica. Non so se è una questione fisica o di testa, a Parma dopo il primo gol ha mollato completamente, adesso col nuovo staff stiamo lavorando per vedere cosa c’è.”

 

“Dobbiamo pensare partita dopo partita. Tutti ci danno per sconfitti però giochiamo a Catania quindi dobbiamo cercare il risultato già da sabato sera, Cesena e Bologna verranno dopo.”

 

“Per il modo di lavorare Simeone è simile al mister dell’anno scorso. La Serie A me la devo tenere stretta, ho 33 anni, è stato l’ultimo treno che avevo, non posso lasciarmela sfuggire.”