| Scheda: Gennaro Delvecchio, un leone ritrovato |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Stefano Auteri | |||
| Martedì 27 Dicembre 2011 18:03 | |||
Quando in un mondo come quello del calcio così attaccato alle plusvalenze e violentato più volte dagli scandali delle scommesse e di calciopoli si parla ancora dell’esistenza di favole a lieto fine viene inevitabilmente da storcere il naso, ma un esempio lampante di quanto ancora questo universo possa essere puro e romanticamente imprevedibile è rappresentato dal centrocampista del Catania, Gennaro Delvecchio. Il 33enne mediano di Barletta, infatti, tornato in Sicilia nel 2009, sei anni dopo la scorsa esperienza in maglia rossazzurra, è stata una delle note più liete della gestione Montella, che ha messo in bella mostra una dote inaspettata, ossia la capacità di recuperare giocatori considerati ormai “finiti”.
Un 2009 impalpabile ed un 2010 da dimenticare con la cessione in prestito in serie cadetta all’Atalanta avevano trasformato l’aitante mediano in un corpo estraneo all’interno della rosa etnea, incapace di ritrovare lo smalto dei tempi migliori, e soprattutto in aperto conflitto con una parte della tifoseria, delusa dalle prestazioni incolori offerte nelle precedenti stagioni ed indignata per lo scarso impegno mostrato in partita. Il risultato più ovvio, quindi, sembrava dover essere una cessione durante il mercato estivo, ed invece a credere in lui è stato proprio il tecnico neo arrivato, che allenamento dopo allenamento ha osservato una crescita notevole, e soprattutto una voglia di rivalsa da poter sfruttare a proprio vantaggio nell’economia del club. In un clima dunque di scetticismo da parte dei tifosi e di notevole fiducia invece da parte del mister, Delvecchio ha fatto il suo esordio stagionale al 37’ del primo tempo della sfida interna contro il Cesena valida per la seconda giornata di campionato; una domenica da incorniciare per lui che con il suo impatto devastante e con il rigore procurato con un pizzico di astuzia è riuscito a risolvere in favore dei rossazzurri un match decisamente complicato. Da quel momento in poi, il centrocampista è diventato uno degli uomini imprescindibili per Montella che lo ha subito considerato un perno importante del neonato 3-5-2, vista la sua capacità di abbinare dinamismo ed inserimenti senza palla nel centrocampo a tre completato dal duo Lodi-Almiron. Un cagnaccio feroce, motivato dal ritrovato affetto con la tifoseria sfociato in un applauso pieno di commozione al triplice fischio della sfida con il Cesena, ma anche rigenerato, a suo dire, nello spirito dal forte legame instaurato con un altro vecchietto terribile, Nicola Legrottaglie.
12 presenze ed una rete. Sono queste le cifre che hanno reso Delvecchio protagonista del progetto Montella, che grazie anche ad una rosa lunga messa a disposizione dalla società, ha potuto alternare le qualità del mediano italiano con quelle di altri due grandi interpreti del ruolo, Ricchiuti e Barrientos, in attesa del completo recupero del capitano Marco Biagianti. Tra le tante prestazioni positive di Delvecchio è impossibile non annoverare quella contro il Novara, proprio in concomitanza con l’esordio del 3-5-2, in una gara tirata e spumeggiante in cui da vecchio leone ha combattuto per tutti i 90 minuti. Ma ovviamente nel bilancio stagionale dei rossazzurri un grandissimo peso ha anche la rete messa a segno in trasferta contro la Fiorentina, che ha messo fine ad un’astinenza in Serie A che durava dal 2009 grazie ad un’incursione su calcio d’angolo finalizzata con un tocco ravvicinato. Infine fresche nella memoria del tifo etneo sono di certo la trasferta di Bergamo (dove è andato vicino ad un gol da cineteca in rovesciata) e la cattiveria e l’agonismo messi in campo nel derby con il Palermo, durante il quale ha limitato notevolmente le trame offensive rosanero grazie ad un pressing forsennato e ad una voglia di arrivare primo sul pallone che ha sicuramente condizionato positivamente anche il rendimento dei compagni.
Insomma un leader ritrovato, che per molti era arrivato a Catania per chiudere in tranquillità la carriera, e che invece alla lunga ha fatto rimangiare tutte le illazioni sul suo conto, trasformando un ‘giocatore finito’ in risorsa importante per il club che da qui in avanti difficilmente si priverà di lui. Ennesimo esempio della capacità di Montella di capire i suoi uomini e farli rendere al meglio, adesso però Delvecchio dovrà continuare ad inanellare prestazioni sulla scia delle precedenti, poiché con il ritorno di Biagianti, con il sempreverde Ricchiuti e le forze fresche di Sciacca e Paglialunga la concorrenza per un posto nei tre della mediana sarà sempre più ardua
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