| Cambiamento...giovamento? |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Attilio Scuderi | |||
| Martedì 24 Agosto 2010 11:41 | |||
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Un lungo viaggio che ha portato il Catania a scoprire nuovi porti quelli del 4-4-2, un cambiamento allora che, alla luce delle ultime uscite e della netta retromarcia del suo capitano Giampaolo, invece di apportare giovamento ha complicato un po’ le cose o meglio ha consegnato una certezza di instabilità nella completa applicazione di ciò che voleva mettere in pratica il mister rossazzurro.
Tutto nasce anche dall’esigenza di sfruttare al massimo ciò che oggi gira a mille, Adrian Ricchiuti. L’argentino, da sempre oggetto delle chiacchiere di mercato e sempre accostato più ad altre squadre che al Catania stesso, ha convinto Giampaolo a non poter far a meno di lui; stessa maieutica applicata qualche mese fa su Mihajlovic con il motore della mediana innescato e fatto girare a mille proprio dal trottolino etneo. Altro motivo andare a snaturare le caratteristiche di molti atleti in organico, soprattutto con l’assenza ancora di Llama unica vera e propria ala che possa esaltare l’idea tattica del 4-4-2 di mister Giampaolo.
Primo dubbio, Peppe Mascara: il capitano rossazzurro agirebbe troppo lontano dalla porta, anche se il numero sette rossazzurro come al solito era pronto ad adeguarsi a qualsiasi chiamata. Vederlo invece in stile seconda punta al fianco di Lopez potrebbe consegnare una freccia in più offensiva nell’arco del Catania anche se Antenucci scalpita. Seconda incognita legata ad Izco: Marianito si è adeguato sull’esterno, ruolo provato in passato ma mai digerito, e vederlo nell’ultima amichevole sradicare ed aprire solchi nelle difese da mezz’ala, porta tutto a ripristinare un sano ordine chiamato centrocampo a tre. Qualcuno direbbe, e Gomez? Il tecnico Giampaolo anche in questo è stato chiaro: "Ricchiuti e Gomez li possono dare tanto" ergo Gomez lo vedo meglio da trequartista che da esterno…più avanti si vedrà.
Terzo dubbio del 4-4-2 l’assenza di un giocatore con le caratteristiche del regista vecchio stampo, quid fondamentale per dettare i tempi in un centrocampo a quattro esaltando con le sventagliate gli esterni o in perpendicolare le punte.
Ledesma ha provato per un mese abbondante, ma i frutti sperati non sono arrivati, dimostrando di non avere nelle corde i tempi del mediano con l’aggravante di qualche blocco in termini di personalità trascinato dalla passata stagione. Carboni si esalta alla grande come diga davanti alla difesa, ma non ha le caratteristiche del sarto di costruzione: postura con la testa troppo bassa a guardare il pallone e non i compagni, senza dimenticare il suo essere troppo macchinoso in fase di ripartenza. Come si sul dire tentar non nuoce e sotto questo aspetto ha lavorato sul 4-4-2 Giampaolo, che oggi ha consegnato tale modulo ai giocatori, ma il ritorno al passato sembra la soluzione più logica con l’arma in più chiamata 4-4-2 che potrebbe essere rispolverato anche a partita in corso per trovare nuove soluzioni tattiche durante la gara.
Numeri e considerazioni tattiche giuste, sacrosante e importanti per crescere, senza dimenticare la caratteristica fondamentale, Il coraggio. Coraggio come secondo passo dopo la riflessione: riunire ogni energia residua, pensare a quando siamo stati in gamba,a quando siamo stati forti, eccellenti, a quando nel nostro passato abbiamo trovato dentro di noi la spinta per "fargliela vedere". Giampaolo deve inculcare questo, trovando dentro i suoi ragazzi la spinta, la stoffa e la sostanza per materializzare qualsiasi cosa.
Il coraggio vuol dire anche non essere schiavi dei ricordi, di tutto ciò che è dietro di noi, del nostro passato che per forza non può tornare mai più, che non è vivo, che non esiste, che non produce, che non può farci felici. Il cambiamento deve dare fiducia, senza paure di nessun tipo, perché sono i passi della guarigione, dell’efficacia della cura, della ferita che si rimargina, del miracolo possibile…più che possibile….
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| Ultimo aggiornamento Martedì 24 Agosto 2010 12:15 |





Il cambiamento, come dice un vecchio adagio,porta giovamento, perché disincrosta le abitudini e ci rimette in gioco,ci rende nuovi, ci dà l’ebbrezza di ricominciare da zero, quella leggera vertigine per cui sembra di tornare al primo giorno di scuola. Un po’ diverso il discorso per il Catania di Giampaolo, soprattutto se parliamo di moduli e di metamorfosi o meglio ritorni al passato. Il 4-4-2, per stessa ammissione del tecnico svizzero, per ora verrà messo da parte, per far spazio ad un collaudato e immediato 4-3-1-2 schema nelle corde e nel Dna della squadra etnea.