| Sinisa: la partita col Siena è insidiosa |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Giovedì 15 Aprile 2010 17:23 | |||
E’ arrivato, si è seduto e mentre i ragazzi della facoltà di Scienze Motorie già rumoreggiavano in aula lui ha rotto il silenzio ed il ghiaccio simpaticamente: “fatemi le domande tanto io non ho studiato non saprò rispondere” e tutti a ridere. E’ iniziato così all’insegna dell’ironia il colloquio tra il tecnico serbo e i laureandi dell’Università di Enna “KORE”, un confronto interessante nel quale Sinisa ha parlato di tante cose:
“Il ruolo dell’allenatore dentro la squadra, deve comportarsi in maniera giusta con tutti e deve farsi rispettare anche e soprattutto dai calciatori più quotati. Nelle squadre di un certo calibro poi non è tanto difficile la parte dell’allenare ma quella di gestire il gruppo perchè fatto di grandi campioni”
“Credo che Ferrara era troppo amico con i calciatori e ciò non è stato per niente positivo, un allenatore deve trovare una via di mezzo ma mantenere sempre la leadership”
“Marcolin? Mi fido di lui viene dove vado io”
“Cerco di prendere il meglio dagli allenatori con cui ho avuto a che fare nel mio trascorso, ad esempio di Mancio ho apprezzato e tentato di esportare il modo di lavorare in campo è il migliore sotto questo punto di vista, di Mazzone ho apprezzato la grinta e la motivazione che riesce a trasmettere ai suoi giocatori, di Eriksson il modo di gestire la squadra figurarsi che anche chi non giocava era felice di far parte comunque del gruppo ed era tranquillo, di Zaccheroni infine il modo di preparare le gare ogni calciatore sapeva esattamente coso doveva andare a fare in campo”
“Le gare con le grandi paradossalmente sono le più facili da preparare perché li non c’è neanche bisogno di stimolare i giocatori che sono già carichi di loro, le partite più difficile dunque sono partite come quelle di domenica col Siena che nascondono diverse insidie”
“Lippi una volta mi ha raccontato una cosa molto divertente che vi fa capire come si riescono a gestire i rapporti tra un allenatore ed i suoi calciatori. Mi disse un giorno che appena arrivato alla Juventus di Vialli & Co. una squadra di campioni di altissimo livello, essendo poco conosciuto escogitò un piccolo trucco, chiese a Vialli se durante gli allenamenti poteva combinare qualche erroraccio di quelli che ti becchi un bel rimprovero. Bene Vialli accettò e quando commetteva questi erroracci Lippi lo sgridava di santa ragione e Gianluca rimaneva inerme e non rispondeva. Così i suoi compagni meravigliati pensavano che se Vialli non rispondeva l’allenatore seppur poco conosciuto sapeva farci davvero”
Insomma una bella mattinata in compagnia di un uomo di calcio ma anche di grande spirito si replicherà tra appena due settimane con Marcolin.
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