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Spinesi a Catanista tra passato, presente e futuro PDF Stampa E-mail
News - Rassegna Stampa
Scritto da Daniele Di Frangia   
Mercoledì 01 Dicembre 2010 17:25

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Puntata speciale quella di oggi alla “Rassegna Stampa Catanista”. Negli studi di Radio Smile è intervenuto l’ex bomber del Catania Gionatha Spinesi che per 60 minuti in compagnia di Attilio Scuderi e Daniele Di Frangia ha affrontato tutti i temi caldi del momento e ha risposto a tutte le domande dei tifosi. Che gli hanno dedicato grandi attestati di stima e d’affetto, dimostrando di non averlo ancora dimenticato.

 

Gionatha qual è stato il tuo gol più bello? “Quello più bello ed anche più importante è stato quello col Milan a Bologna, legato anche alla nascita di mia figlia.”

Chi più forte Spinesi o Lopez? “Maxi tecnicamente è più bravo di me, per quanto riguarda i gol, io avevo fiuto del gol come lo ha lui, io magari ho fatto qualche gol in più rispetto agli anni giocati ma lui ne farà tanti anche. Io col fiuto del gol cercavo di sopperire alla carenza tecnica che potevo avere. Quando Lopez ha dichiarato “batto il record di gol in A di Spinesi con 17 gol” cosa hai pensato? “Speriamo di no” - scherza lui – “speriamo a 16.99 perché è una cosa che a me fa piacere e non sono ipocrita”.

 

Lo Monaco? “Non conosco il calcio estero però penso che in Italia ce ne sono pochi che sanno fare calcio come lo sa far lui.” Un difetto? “Che vede tutto passare da lui però può essere anche un pregio perché in città del sud se non fai così ci sono difficoltà”. Il campionato spezzatino? “Le tv comandano e se da un lato elargiscono soldi dall’altro pretendono. Grazie a loro il calcio italiano è ancora di livello. Da tifoso e da calciatore preferivo le partite la domenica pomeriggio”. L’Inter per me vincerà lo scudetto, il Milan può rimanere fino alla fine, la Juve non la vedo tanto.

 

Spinesi e Lopez assieme potevano giocare? “Per caratteristiche mie e sue no. A me piaceva giocare ad una punta o a due ma il rifinitore non potevo farlo”.

Le critiche a Spinesi quando non la buttava dentro? “Ma quelle ci stanno, fanno parte del gioco. Maxi Lopez è un ragazzo bravissimo, è un giocatore che può stare nelle prime quattro squadre in Italia e all’estero. È passato da qui in un’età diversa dalla mia ed è normale che se ha obiettivi di queste squadre che lo vogliono è anche giusto che vada”.

Tornare in campo? “No sto qui ma a giocare non torno”.

 

Il gioco di Giampaolo? “Visto come obiettivo di società meglio di lui non ce n’è poi è chiaro che se uno vede una partita sperando di vedere un gioco dove puoi far gol e lo puoi prendere sicuramente non è questo l’allenatore però io lo ammiro tantissimo, è un grande professionista, non fa mai niente per caso, è tutto frutto di un lavoro studiato. Da giocatore magari avrei preferito un gioco tipo Marino, come attaccante vivevo per il gol.”

L’offerta del Genoa? “Era vantaggiosa ma per me non è stata mai una questione economica. Ero legatissimo al Catania e ho deciso di rimanere qui. Ma non ho avuto rimpianti anche quando lo Shakhtar mi voleva facendomi ponti d’oro prima di Lucarelli.”

Perché hai lasciato il calcio ancora giovane? “Il contratto mi era scaduto. Avevo deciso di stare fermo fino ad ottobre per la nascita di mio figlio. Poi mi è piaciuto stare con la mia famiglia al quale sono devotissimo e ho smesso”.

 

Su Mascara: “Bisogna essere riconoscenti ad un uomo ed un giocatore che ha dato tanto, che ha fatto scelte importanti nonostante le offerte che ha avuto. Non deve dimostrare niente a nessuno e continuare per la sua strada. Meglio esterno o seconda punta? “Per me sarebbe meglio da prima punta perché ha esperienza, fiuto del gol, tecnica”.

 

Allenatore in futuro? “Non credo. Potrei perché ho vissuto lo spogliatoio ma non potrei perché sono troppo spontaneo”.

Il difensore più tosto che hai affrontato? “In condizioni fisiche massimali Nesta è imparagonabile. Può marcare qualsiasi tipo di attaccante e può umiliarti”.

La partita contro la Juve? “Sicuramente Giampaolo la preparerà nei minimi dettagli come farà Del Neri d’altronde. Molte squadre ormai vengono a Catania non con l’idea di vincere ma cercando di vincere. Il Catania sta bene fisicamente e ha dimostrato di giocarsela con chiunque. Morimoto? “E’ un grandissimo attaccante, è ancora giovane, potrà approdare ad un calcio importante ma deve mettersi nella condizione di farsi trovare pronto”.

 

Cassano? “E’ un ragazzo eccezionale e molti non lo conoscono per quello che è. Ha avuto dei problemi importanti, difficili da superare. Chi gli vuole bene lo perdona per quello che fa, perché sono sfuriate. In prospettiva il giocatore più forte con cui ho giocato. Come campione il più forte Zambrotta a Bari”.

Finale con gli allenatori del Catania: Marino? “Spettacolare”, Baldini? “Una persona schietta”, Zenga? “Poi…”, Atzori? “Eccezionale”.

Domenica? “Per me vinciamo.”

“L’affetto della gente è la cosa più bella a questo mondo. Ringrazio tutti.”





Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Dicembre 2010 17:29