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Stavolta nessun “Lodi” o nessuna Lode, ha consegnato punti pesanti al Catania di Simeone, lasciando solo interrogativi più o meno leciti, stavolta duri da digerire perche’ l’assenza di vittoria non ha lenito i dubbi come domenica scorsa. Voleva la partita “Lunga” parola di Simeone e alla fine il suo calcolo non e’ stato errato perche’ fino al 95’ gli etnei sono stati in partita ed hanno rischiato pure di pareggiarla. Appunto solo rischiato e non acciuffato quel pareggio che forse alla fine avrebbero meritato.
Insomma punti persi, con tanto rammarico dettato soprattutto dallo stato di forma di un Napoli che sicuramente e’ apparso solo lontano parente della squadra schiacciasassi che ha strapazzato la Roma all’Olimpico. Merito sicuramente anche del Catania che, alzando un vero e proprio muro di cinta davanti ad Andujar, ha lenito le sortite dei partenopei. Una regia molto “italiana” del maestro Simeone, insomma un nuovo spot cinematografico calcistico chiamato “Catenaccio all’Italiana” senza Mastroianni o la burrosa Loren, ma con attori protagonisti nove uomini in pantaloncini chiusi e blindati in dieci metri davanti alla porta etnea. “Volevo far stancare il Napoli senza concedere spazi inizialmente, provando a vincere nella ripresa”...parola di Simeone, con calcoli approssimativi, strategie e congetture che però alla fine hanno portato zero punti.
Tutti diranno: non era questa la partita da vincere, ma nello stesso tempo proprio Simeone era stato chiamato d’urgenza dalla società etnea per far uscire le cosiddette “palle” a questa squadra, per ritrovare l’aggressività passata esaltando un organico valido e pieno di individualità. Per di più proprio domenica ha trovato un Napoli senza Lavezzi, appesantito dalle gare consecutive giocate dallo stesso organico negli ultimi sette giorni e con un cecchino come Cavani stanco e poco lucido. Insomma, forse proprio l’occasione giusta per non aspettare magari e attaccare la caratteristica principale per cui e’ stato scelto Simeone invece di essere troppo cervellotici in stile Giampaolo. Oggi il presente consegna 4 punti conquistati in sei partite, una sola vittoria regalata non dal gioco ma da Lodi, un pareggio voluto da tutti a Cesena e 4 sconfitte con molta confusione, soliti errori, e poco altro.
Cosi per la seconda settimana continuiamo i nostri interrogativi domenicali, la solita analisi discreta e senza verità assolute sulle scelte o considerazioni di Simeone, che per carità vive tutta la settimana d’allenamento e proprio lui sceglie non in maniera masochistica, ma affidandosi a chi può consegnargli il risultato positivo. Riflettere, però, non sempre guasta la minestra, anzi serve per capire e interrogarsi sul da fare....insomma come al solito chiedere è lecito, rispondere e' cortesia.
Quindi, Caro mister le chiediamo:
- 1) - La scelta di Lopez in panchina diventa quasi un giallo. Lo Monaco nel pre-partita ai microfoni di Sky dichiara: “Lopez non gioca perche’ fermato da un guaio muscolare ed altro…”. Considerazione che non fa una grinza se proprio lei mister non avesse smentito il tutto nel dopo gara. Simeone: “Ho preferito Bergessio perche’ Maxi avrebbe dato troppi punti di riferimento alla difesa del Napoli, mentre con Bergessio avrei avuto maggiore velocità e aggressione degli spazi in contropiede”. Ergo, Lo Monaco parla di infortunio, Simeone invece di scelta tecnica. Qualcosa non quadra…o mente Lo Monaco o mente Simeone… soprattutto mettetevi d’accordo, anche perche’ consegnate solo pane ai giornalisti rompipalle. Dubbi anche sul conciliabolo dopo l’infortunio di Martinho: Simeone che inquadrato da Sky chiama Lopez ed invece, ecco scattare fuori ed entrare in campo Morimoto. Qualcosa stride, perche’ sembra assurdo mettere dentro il giapponese e non Lopez, inserito solo nel finale di gara.
- 2) - Mister ci permetta ancora: mai visto una linea difensiva schiacciata quasi a sei davanti ad Andujar col Napoli tutto riversato nei trenta metri del Catania e solo Gomez e Bergessio abbandonati li davanti. Persino Santacroce supportava Maggio nella fase di possesso del Napoli. Un muro di gomma su cui, per carità, ha sbattuto la band di Mazzarri mai veramente pericolosa, ma era prevedibile che qualcosa prima o poi accadesse: cosi Zuniga tutto solo, grazie ad un fortuito rimbalzo, ha mandato alle ortiche qualsiasi tipo di calcolo iniziale. Schelotto e Martinho, poi, sui venti metri difensivi impossibilitati successivamente nell’affiancare Gomez o Bergessio in ripartenza. Questo grazie anche all’immobilismo totale di Ledesma e Lodi chiamati centralmente solo ai raddoppi di marcatura invece di verticalizzare o proporsi palla al piede per vie centrali in contropiede.
- 3) - Tattica fin troppo cervellotica, vedendo soprattutto il secondo tempo, quando il Catania ha voluto ed e’ riuscito ad insidiare la difesa del Napoli. Gomez largo a sinistra ha fatto respirare finalmente la manovra, allungando il Catania diventato successivamente pericoloso realmente con Ricchiuti trequartista e Lopez prima punta. Guarda un po’, proprio il modulo che era stato testato da Simeone giovedi in partitella.... Idea quindi positiva quella trovata da Simeone, poi inspiegabilmente stravolta nelle successive 48 ore. Molte perplessità, insomma, compresa quella di lasciare fuori Marchese col Lecce preferendo Terlizzi e lanciarlo a distanza di una settimana titolare in una gara molto più insidiosa come quella contro il Napoli, per di più dopo aver provato per tutta la settimana a sinistra Alvarez.
- 4) - Finale dedicato alle punte: ci accorgiamo gara dopo gara che la disperazione porta sempre il Catania ha buttare dentro in maniera scriteriata tutte le punte che possiede in organico per agguantare il risultato….spesso anzi sovente il principio Mourinhano non sempre paga, anzi, soprattutto se gli stessi attaccanti sembrano imprecisi e poco cattivi come quelli etnei. Oggi non si può fare a meno di Maxi Lopez, bisogna farlo esaltare, insomma stesso principio che accompagnava le critiche a Giampaolo. Bergessio non dispiace e proprio lui vicino a Maxi potrebbe finalmente dare il giusto mix a questa squadra ancora in totale evoluzione nonostante le 26 giornate di campionato. Ricchiuti e’ un altro giocatore che se sta bene deve giocare perche’ capace di creare superiorità numerica esaltando la verticale verso le punte, compreso il signor Lodi oggi maggiormente decisivo quando avanza il suo raggio d’azione.
- Le soluzioni non mancano caro mister, bisogna però trovare stabilità di pensiero e di espressione di gioco: la ricerca, insomma, di un equilibrio indispensabile per le sorti di questa compagine. Un Catania che deve aggredire e non può aspettare. Perche’ non aspetta, ancora una volta, nemmeno la classifica, stesso principio per cui Giampaolo e’ stato allontanato…”vivacchiare” non serve a nessuno, ma ci vogliono idee, stabilità, convinzione,aggressività e comunicazione. Buon lavoro mister
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