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Tribuna B: Dalle lacrime del Massimino al gelo del Tardini PDF Stampa E-mail
News - Rassegna Stampa
Scritto da Stefano Auteri   
Martedì 20 Dicembre 2011 20:17

E’ possibile in appena due giorni smaltire la sbornia post derby, le lacrime di Maxi Lopez e la gioia provocata dal sorpasso in classifica dei cugini rosanero, per gettarsi alla conquista del Tardini? E’ proprio questo l’interrogativo che una Catania festante per lo strameritato successo nel derby di Sicilia si domanda alla vigilia dell’ultima trasferta del 2011 in un campo difficile come quello di Parma dove a guastare le feste rossazzurre ci sarà la squadra di Colomba. L’ennesima prova del nove, il consueto esame di maturità per gli uomini di Vincenzo Montella che però dovranno dimenticare in fretta tutte le emozioni vissute nel catino del Massimino, dove la sindrome del derby ha colpito ancora il Palermo inerme davanti alla supremazia etnea espressa sul campo e sugli spalti.

 

Una partita che se dovrà essere momentaneamente accantonata per affrontare al meglio un Parma ostico e in cerca di punti, sicuramente rimarrà a lungo nella memoria del popolo catanista per i tanti spunti e temi di riflessione che ne derivano. In primis, e non è mai banale sottolinerlo, domenica si è assistito ad una festa dello sport all’insegna della civiltà e dello sfottò benevolo che ha visto impegnate due società e due tifoserie decise a superare gli anni bui post 2 febbraio in nome di una sana rivalità sportiva a suon di cori, banane giganti e sciarpe festanti. Il secondo aspetto da tenere in considerazione è poi il ritorno del pubblico delle grandi occasioni al Massimino, un evento che purtroppo è sempre più raro e che può essere apprezzato in tutta la sua bellezza solo in determinate circostanze, quando le voci all’unisono riescono ancora a fare tremare le fondamenta dell’impianto. Impossibile poi non spendere qualche parola per la supremazia ormai assodata che il Catania ha manifestato nei confronti dei rosanero sul terreno di casa. Quella di domenica, infatti, è stata la quinta vittoria consecutiva nella massima serie con un bottino di 13 reti fatte ed appena una subita; un parziale fantastico cui si aggiunge poi un netto predominio territoriale, manifestazione ancora una volta della maturità raggiunta dalla compagine etnea che ricorda ormai a malapena l’ultima sconfitta subita in casa da parte dei rosanero, proprio in quel tragico 2 febbraio.

 

Se le note meramente calcistiche non possono che lasciare stampati sui volto dei tifosi rossazzurri enormi sorrisi, la gioia si trasforma inevitabilmente in riso amaro se il pensiero si sposta sull’evento cardine del match ossia le lacrime di Maxi Lopez. Una gesto inatteso, impulsivo, frutto della frustrazione che ha accompagnato il numero 11 in tutto il girone di andata e che forse è emblema dell’addio del bomber argentino al pubblico etneo. Pochi attimi: rigore, esultanza e via con la commozione, riemersa poi anche al momento della sostituzione e del giro di campo dopo il triplice fischio finale; tre diapositive che rimarranno indelebili nella storia del club. Adesso però è il momento di voltare pagina; di pensare subito al domani, magari con un nuovo idolo da inneggiare o con un malcontento da sedare al cospetto del “dio mercato”, ma sicuramente sarà necessario difendere un patrimonio consolidato negli anni che fa di Catania una delle più belle realtà della massima serie, e la rende ancora una volta “Regina di Sicilia”