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Tribuna B: Estasi e delirio al Massimino PDF Stampa E-mail
News - Rassegna Stampa
Scritto da Stefano Auteri   
Martedì 14 Febbraio 2012 18:13

Domenica densa di emozioni quella che l’undici di Montella ha deciso di regalare al pubblico del Massimino, incredulo e stupito per larga parte del match davanti alle giocate funamboliche e ficcanti dei rossazzurri. Un poker, quello rifilato al Genoa, che è arrivato puntuale a scacciare i cattivi pensieri dei più pessimisti, i quali temevano uno sprofondamento nelle parti basse della graduatoria, e che a poche ore dal fischio d’inizio del match inneggiavano in memoria del passato il nome di Marino. Le quattro reti ed il gioco spumeggiante, alla fine però, hanno dato ragione a Montella che in un solo colpo è riuscito a consolidare la posizione in classifica e scalzare proprio il suo illustre predecessore nella graduatoria dei tecnici che hanno messo in scena “il calcio più brillante” sotto il vulcano.

 

La dimostrazione d’affetto nei confronti di Marino, comunque, è arrivata puntuale durante la lettura delle formazioni, quando tutto il pubblico presente sugli spalti si è unito in un lungo applauso nei confronti del tecnico di Marsala. Pronti via, ed ecco il capolavoro di Montella. 10 minuti stratosferici, con una sola squadra in campo capace di chiudere nella propria trequarti gli avversari, producendo la bellezza di tre palle gol. Una sensazione di maestosità espressa perfettamente dai volti dei tifosi, che compiaciuti come di fronte a un quadro di Monet, lasciavano esplodere tutta la loro gioia al momento della trasformazione del rigore da parte di Lodi. Una presa di coscienza della forza della propria squadra del cuore, quasi a dire: “vedete, quando vogliamo giocare non ce n’è per nessuno…” e poi ancora: “ve l’avevo detto che il Genoa ce lo mangiavamo a colazione”. Sentimenti e parole consone all’inizio a tutta birra vissuto dal Catania, che però col passare dei minuti si trasformavano con sempre più insistenza in espressioni preoccupate a causa dell’enorme quantità di azioni sprecate dai padroni di casa. L’apice del dissenso giungeva puntuale sul finire del primo tempo quando la mancata espulsione di Jankovic e il clamoroso errore sotto porta di Barrientos su assist di Gomez, facevano imbestialire parte del pubblico, subito pronta a portare a galla i fantasmi dell’uno a uno maturato un mese prima contro la Roma.

 

A cucire la bocca ai soliti pessimisti, però ci ha pensato lo stesso Barrientos che dopo aver fatto mente locale nell’intervallo ha regalato (e si è regalato) la prima doppietta in maglia rossazzurra, andando a segno prima col destro e poi col sinistro, e facendo esplodere l’intero Massimino al grido “Pitu, Pitu”. Una soddisfazione difficilmente descrivibile, addolcita ulteriormente dalle magnifiche prestazioni di Izco ed Almiron, entrambi salutati con una lunga standing ovation, riservata ovviamente anche al matador Barrientos. A mettere la ciliegina sulla torta, infine ci ha pensato Kosicky, divenuto minuto dopo minuto il vero idolo dei tifosi, sempre più convinti della bontà dei suoi interventi, e pronti ad ergerlo a miglior portiere visto a Catania dopo l’era Bizzarri. Proprio da un suo assist è arrivata l’ultima perla della partita , il gol di un Bergessio troppo spesso snobbato da una parte del tifo rossazzurro ancora legato al nome di Maxi Lopez, ma che forse ignora di avere già in casa il degno erede del biondo argentino.

 

Appagamento ed estasi, queste sono state le sensazioni percepite al triplice fischio del signor Giacomelli, per un pubblico conscio di aver assistito forse alla miglior partita stagionale dei propri idoli, e finalmente consapevole che il Catania difficilmente potrà essere risucchiato nelle sabbie mobili della lotta salvezza, perché oltre alla tecnica, la formazione di Montella ha dimostrato di avere anche un gran carattere da mettere in campo nei momenti difficili e da coltivare nel resto della stagione