| Tribuna B: Il Massimino rinnega Mascarinho |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Stefano Auteri | |||
| Lunedì 31 Ottobre 2011 16:49 | |||
La partita della maturità, la prova del nove per il giocattolo di Montella, questi erano gli ingredienti della sfida al vertice contro il Napoli, ma non solo. Oltre alla curiosità circa le credenziali dei rossazzurri di poter realmente compiere il salto di qualità e raggiungere la vetta della classifica, ad aumentare l’attesa per il match contro i partenopei è stata l’occasione di rivedere Mascara nel catino del Massimino e capire quale sarebbe stata l’accoglienza nei confronti dell’ex bandiera etnea. Questo infatti è stato uno dei leitmotiv che hanno accompagnato tutta la settimana pre match, con opinioni divergenti da parte della tifoseria: da una parte chi continuava a provare un profondo attaccamento e gratitudine nei confronti del fantasista e dall'altra chi invece lo considerava ormai un rivale da ignorare o addirittura da fischiare per l’onta del tradimento. Insomma una città spaccata intorno al protagonista della storia recente del club rossazzurro, tanto amato fino a difenderlo nonostante l’evidente calo dello scorso anno, e adesso così odiato per una scelta di vita lontana dal capoluogo etneo.
E allora fischi sì o fischi no? Ma soprattutto avrebbero potuto i felici ricordi essere soppiantati da un colore di maglia diverso, da una scelta tutto sommato comprensibile, ma considerata dai più irrispettosa? Ebbene sì, la risposta l’ha data il campo, o meglio è stata offerta dalle tribune pronte a fischiare il numero 9 partenopeo ogni qual volta la palla passasse dai suoi piedi; ad ogni suo errore, ad ogni sua palla persa inesorabile si alzava un assolo di fischi di disapprovazione, esploso poi in tutta la sua forza al 50’ quando Topolinik ha lasciato il campo in favore di Dzemaili. Per carità è doveroso annoverare anche quei pochi romantici decisi ad applaudire l’attaccante soprattutto durante il riscaldamento, ma è inutile dire che questa minoranza non è stata che una piccola voce fuori dal coro che unisono ha bocciato il ritorno in Sicilia del giocatore. Ebbene a suo discapito inutile chiamare in causa il solito detto “non esistono più le bandiere”, ed evidenziare la tendenza dei giocatori di andare là dove li porta il dio denaro, ma per quanto riguarda Mascara l’attenuante più evidente e che quindi può portare in parte a giustificare la sua scelta riguarda la natura della decisione. Non solo soldi, ma probabilmente la consapevolezza di aver dato tutto alla formazione etnea: sudore, grandi giocate, un attaccamento alla maglia mai messo in discussione e confermato dal record di gol nella massima serie con la casacca rossazzurra. E allora perché non provare un’ultima avventura più stimolante? Perché diventare una zavorra a Catania piuttosto che tentare di esprimersi seppure part time in una compagine in lizza per il discorso scudetto, e soprattutto presente nella massima competizione europea. Ambizione, illusione, chiamatela come volete ma sicuramente rappresenta una legittima motivazione per un uomo, un campione che per questo motivo non può essere biasimato, ma piuttosto compreso nonostante le diverse vedute.
D’altro canto, però è giusto anche notare come accanto agli indignati (termine ormai d’attualità) per il tradimento, si sono posti anche coloro i quali hanno voluto adottare una via di mezzo, mostrando una reazione di indifferenza nei confronti dell’ex Mascarinho evidenziando un dato molto significativo cioè la natura di un tifo che va oltre la persona, il goleador ma che si incarna indissolubilmente con la maglia, la sente propria e la difende considerando ‘l’uomo delle gioie che furono’ un semplice avversario come tutti gi altri durante i 90 minuti. Per fortuna a mettere tutti d’accordo è stata la prestazione opaca di Mascara, ma soprattutto l’ennesima vittoria esaltante e di rimonta del Catania divenuto ormai una squadra alla Rocky Balboa, capace di incassare i colpi dell’avversario senza mai cadere al tappeto, ma al contrario traendo grinta e cattiveria da essi e utilizzandoli a proprio vantaggio nei minuti successivi. Insomma se per molti l’amore per Mascara sembra essere ormai un lontano ricordo, sempre più forte e palpitante è la passione nei confronti dell’aeroplanino Montella e del suo giocattolo che vola stabile a quota 14 punti e proietta già le fantasie dei tifosi alla trasferta di Milano nella tana del diavolo, pronti a compiere l'ennesimo miracolo di questa stagione esaltante
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| Ultimo aggiornamento Lunedì 31 Ottobre 2011 17:04 |





