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Tribuna B: Il silenzio degli innocenti PDF Stampa E-mail
News - Rassegna Stampa
Scritto da Stefano Auteri   
Martedì 13 Settembre 2011 08:20
E adesso chi glielo dice ai tifosi rossazzurri di comprare il tagliando per la prossima gara interna contro il Cesena? Dopo l’aspra polemica portata avanti dal direttore del Catania, Pietro Lo Monaco, nei confronti del tifo etneo, colpevole di non aver dimostrato abbastanza affetto alla maglia durante la campagna abbonamenti, ci si aspettava una dimostrazione d’orgoglio della squadra di Montella, una prestazione super che potesse convincere il pubblico a tornare in massa allo stadio offrendo cuore ed anima al club. Ed invece niente di tutto ciò è accaduto, ed il punto portato a casa contro il Siena non lascia che l’amaro in bocca ad una tifoseria conscia di aver assistito ad uno spettacolo decisamente deludente. Eppure al fischio d’inizio l’entusiasmo e la voglia di riassapora il calcio giocato dopo lo “sciopero” della scorsa settimana sembravano essersi impossessati delle tribune del Massimino, con cori un anno fa solamente immaginati, e calore per una squadra sulla carta rinforzata e pronta, secondo alcuni, al grande salto verso l’elite del calcio italiano. Ben presto però i cori si sono trasformati in grida, le grida in parole ed infine è rimasto solamente un leggero brusìo. Col passare dei minuti il caldo e la prevedibilità delle manovre di Almiron e compagni hanno preso lentamente il sopravvento spegnendo la foga del pubblico inevitabilmente accasciato sul proprio seggiolino in attesa di un guizzo dei funamboli di casa. A mantenere altra la concentrazione solamente qualche pericolo causato dagli svarioni della retroguardia etnea, con Andujar che da eroe (quando salva su Gonzalez lanciato a rete) in pochi minuti, per qualcuno, si trasforma in “ricercatore di farfalle” vista la sua uscita a vuoto sul rinvio di Brkic che per poco non rischia di insaccarsi in fondo al sacco. Ma se qualcuno dagli spalti incitava gli undici di Montella a bere un bel caffè rigenerante in vista della seconda frazione, i più si lasciavano andare a eclatanti sbadigli, inzuppati in un bagno di sudore e di sofferenza.
Ecco perché l’esodo dalle tribune verso l’ambito “ciospo” non ha aspettato nemmeno il fischio del signor Banti per la fine della prima frazione, e la ricerca di acqua e refrigerio è diventato per pochi minuti l’unico sport vero e proprio disputato nell’impianto, dove a far da padrone è stato l’agonismo dei contendenti in cerca di un posto all’ombra. Pronti via, ed il secondo tempo riparte sullo stesso copione del primo, con un Catania spento e col freno a mano tirato e con il pubblico sempre meno speranzoso, assopito davanti alla lentezza della manovra rossazzurra. Gli unici sussulti provenuti dalle giocate di Catellani, entrato al posto di un inguardabile Lanzafame, hanno ben presto lasciato il posto alla disperazione ogni qual volta la palla passava dai piedi di Capuano che a metà ripresa sembrava essere il dodicesimo uomo in campo del Siena. Nell’assenza di emozioni e di grida di incitamento, ecco dunque alzarsi dagli spalti timide lamentele nei confronti dell’immobilismo di Montella, gemiti di disperazione rimpiangendo Giampaolo e Simeone, e velate proteste nei confronti della dirigenza. Tutto sommato normale amministrazione, che però faceva da leggero contraltare all’assordante silenzio proveniente dal resto dello stadio, inerme davanti ad un palese non-gioco e poco incline sia ad incitare i propri beniamini che a criticarli con sonori fischi.
La sensazione infatti è che il pubblico del Massimino abbia capito che quella contro il Siena era la prima uscita stagionale, e come tale era ipotizzabile che qualcosa nei meccanismi della squadra potesse non girare al meglio, e quindi fosse giusto concedere una seconda chance. Un tifo maturo, dunque, che ha “seguito” le direttive del direttore, rimanendo zitto e non contestando ciò che si materializzava in campo, che ha deciso di non mettere il dito nella piaga, ma che comunque non vorrà porsi come vittima sacrificale né delle future provocazioni del dirigente etneo, né della carenza tattica e di idee della squadra, e per questo motivo non sarà così clemente già la prossima settimana quando ad aver sete di rivincita sarà Giampaolo che con il suo Cesena cercherà l’impresa in uno stadio che mai lo ha apprezzato in pieno.




Ultimo aggiornamento Martedì 13 Settembre 2011 09:36