| Editoriale: Vecchia signora bagnata, vecchia signora fortunata |
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| News - Rassegna Stampa | |||
| Scritto da Stefano Auteri | |||
| Domenica 25 Settembre 2011 16:58 | |||
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Un punto guadagnato o due persi? E’ questo l’interrogativo che sorge spontaneo dando uno sguardo ad una classifica, quella della Serie A, cortissima che vede il Catania incrementare il proprio bottino, raggiungendo quota cinque punti insieme a Milan, Lazio e Siena; ma che lascia l’amaro in bocca pensando a ciò che sarebbe potuto essere e non è stato. Grinta, cuore e grande sagacia tattica, sono state queste le armi messe in campo dai rossazzurri guidati da un condottiero (Montella) perfetto, capace di imbrigliare inesorabilmente l’avversario e utilizzare la velocità dei suoi piccoletti là davanti. Sono proprio queste le note positive che l’intensa sfida contro i bianconeri ha lasciato in dote agli etnei, subito pronti a reagire alla cocente sconfitta di due giorni fa a Genova e per niente intimoriti dal blasone della Vecchia Signora. Promosse a pieni voti le mosse a sorpresa (ma poi mica tanto) di Bergessio a fare a sportellate con Chiellini e Barzagli, e di Catellani, abile nell’allargare la difesa avversaria e dotato di quella fresca incoscienza che ha dato linfa alla manovra offensiva. La vera chiave di volta, però, è stata la lettura perfetta della posizione di Pirlo, con l’inserimento di Delvecchio dal primo minuto a mordergli le caviglie, limitando inesorabilmente il forte regista e di conseguenza anche le geometrie bianconere. 45’ di altissima intensità che hanno messo in secondo piano la “mollezza” e l’inconsistenza delle offensive ospiti, ponendo l’accento unicamente sulla “garra” dei padroni di casa premiata da una rete meritatissima procurata dalla tanto attesa coppia Gomez-Bergessio.
Niente paura se poi nel secondo tempo uno sciagurato intervento di Andujar favorisce il gol di un fino ad allora inguardabile Krasic, perché da grande squadra, il Catania riesce a resistere ai 10 minuti di pressing juventini che sotto un diluvio purificatore sembravano essere tornati l’undici poderoso delle prime due giornate di campionato. E’ bastata qualche accelerazione di Gomez, e qualche giocata dell’infaticabile Bergessio a ridare fiducia e verve agli uomini guidati da Montella, che anche sotto il diluvio non ha mai abbandonato la sua solita compostezza, incutendo serenità ad una squadra spiazzata dall’inserimento di un effervescente Pepe. Le due compagini danno vita ad un secondo tempo memorabile per bellezza ed incertezza, caratterizzato da continui capovolgimenti di fronte, con Vidal e Krasic da una parte, e Suazo e Catellani dall’altra imprecisi e frettolosi interpreti di contropiedi condotti a velocità supersonica. E allora cosa dobbiamo pensare adesso? Forse che la squadra vista oggi può ambire ai primi posti in classifica, e quella osservata a Genova non potrà che lottare per la salvezza? No. di certo ancora il tabù delle partite lontano dal Massimino si fa sentire, ma come non bisogna buttare tutto ciò che di buono che era stato messo in campo a Marassi, così non bisogna scordare che la Juventus ha nettamente giocato sotto le proprie potenzialità per 45’, che la pioggia del secondo tempo ha favorito la squadra più dedita alla fase difensiva, ossia il Catania (ovviamente tranne Andujar), e che soprattutto ancora i rossazzurri tendono a mettere in risalto quella mentalità tipica delle provinciali che riescono a dare il massimo solamente quando di fronte a loro si presentano squadre di un certo rango. Per carità, ovviamente quella contro i bianconeri è stata la miglior partita disputata fino ad oggi, ma il concetto da tenere presente è che la strada è ancora lunga, e si deve lasciare al tecnico Montella la possibilità di lavorare a fondo su una squadra, che se giocasse con questa grinta e fermezza ogni domenica, potrebbe sicuramente navigare nelle zone nobili della classifica.
Passiamo infine alla nota dolente per eccellenza. Andujar. Probabilmente qualunque aggettivo o epiteto sarebbe superfluo adesso, sicuramente in primis poiché già da ogni angolo di Catania si saranno alzati giustificabili gesti di stizza al momento della clamorosa papera, e poi soprattutto perché viene da chiedersi quale possa essere il vantaggio che potremmo ottenere da una crocifissione dell’estremo difensore. Moralmente un ennesimo linciaggio pubblico non farebbe che peggiorare la situazione, e soprattutto Campagnolo e Kosicky non sembrano rappresentare quell’alternativa così valida da tranquillizzare il popolo etneo. Soluzione? Attendere con pazienza gennaio, quando a bocce ferme la società farà il conto dei punti persi e guadagnati a causa (o per merito) dell’argentino, ed allora si potrà capire meglio il futuro dei pali rossazzurri; ma intanto possiamo dimenticare il solito ritornello: “Andujar fra i pali è bravo, pecca solo nelle uscite…”
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| Ultimo aggiornamento Domenica 25 Settembre 2011 19:39 |






